Giorgio Stella, L’arco del cerchio

I L’ARCO DEL CERCHIO

Nel moto Dell’orfico modo
Il segno reale
Dell’alveare suo –

E dell’asse orfico 1 –

Ad ogni tuo era nostro
Siamo vivi quanto basta
Per morire all’altro suo 2 –

Verena del Rom
Hanno appena il circo
Stendato ma il filo
Rompe l’asse del tiro 3 –

L’alveare nucleare
Nn ha cellula
Di membrana
Se è spenta la
Dose periferica 4-

Un dosso a sonagli
Nn muore sulla sfinge
Dei tarocchi
Ma vive nei tarocchi
Del sughero, il fondo dei
Bicchieri spaccati 5 –

Siamo vivi quanto basta
Per morire ancora da vivi e
Un alveare aspetta
Il felix di lux (nel Rom) 6 –

(A Riccardo Mannerini, “Le labbra di Ester”)

Da qualche parte siamo
Stati vivi, ora è una parabola
La scacchiera che ha
Infranto l’arco del cerchio 7 –

Un nucleo nel mare
Della cellula resta
La cellula nel nucleo
Del deserto alveare (creolo) 8 –

La felce nn deriva dal
Battere della bacca,
Io nn son quel che tu puoi
Di me quando è alveare la Messa a catena, nell’alveare 9 –

Era appena creola la sfinge
Dei tarocchi
Ma il fondo del
Bicchiere ha reso ombra
Allo sfondo (alveare) 10 –

[da Giorgio Stella, Rom, Seneca Edizioni, 2012]

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