Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto. Paolo Parrini

Paolo Parrini, Imparare a dirsi addio (Samuele Editore 2025)

Immaginare il letto
dove moriremo
chiusi gli avvolgibili
le finestre appena aperte
come un fiore che nasce
muore la luce.

*

A letto la sera
col cuore che batte
penso a un prato
che accoglie
nel dormiveglia
crederci, che sia vero,
che verremo abbracciati
da un sole rovente.

*

Se tu potessi tornare
per qualche ora,
per un giorno, un anno
ho paura che non saprei che dire
mi sembra di averti tradito sempre

*

Ti chiedo scusa, faccio silenzio
dove sei tu ora
non è più tempo di parole
tu sei respiro che non si sente
e vento.

*

Cerco il rumore di un pallone
colpito di punta
il mio tuffo sulla sabbia
la tua camicia elegante
il tuo voltarti verso l’ignoto.

*

Bisogna imparare a dirsi addio
farlo piano, iniziare
dal primo ricordo
l’alluvione di Firenze del ‘66
o la prima volta con nonna
a camminare a Sant’Antonio.

*

Per vivere bisogna sempre
avere fame, un libro
il cielo, una mano
da trovare.

*

Siamo alla fine
i colori struggono
si sfalda l’asfalto
mentre guidi verso casa.

*

Da un angolo di strada
cerco il cielo, le nubi un temporale
qualcosa che mi dica che ci sei
che non siamo soli al mondo
che la bellezza dell’erba mossa
dal vento non sia solo un eterno
spegnersi nella notte.

*

Si tratta di cancellare
i segni piano
con dolcezza farli diventare
fiori mai recisi, alberi forse
o prati morbidi di verde.
Così il cammino sassoso
diventa spigolo e poi
discesa lieve
un degradare verso un mare
in attesa
come a Castellina quando si scende
tra il fitto dei rami
e il celeste è un miraggio
un abbraccio se lo sai cercare.

Paolo Parrini nasce a Vinci il 17 maggio 1964. Fin da piccolo apprezza molto la lettura, all’inizio soprattutto narrativa, per poi appassionarsi alla poesia e provare a scriverne. Dopo il liceo scientifico e la laurea in scienze politiche indirizzo storico alla Facoltà Cesare Alfieri di Firenze, si dedica alla attività imprenditoriale nella azienda familiare, ma non tralascia mai lo studio, la lettura, l’approfondimento di quella parte di sé che sente più vera. Dopo anni di maturazione interiore scrive e pubblica i suoi primi libri. Da segnalare Quando cadranno i giorni (Ladolfi editore 2019), Oltre il buio della notte (La Vita Felice,2019), Un uomo tra gli uomini (Ladolfi editore 2020), Dentro tutte le cose c’è amore (Puntoacapo 2021), Prima della voce (Samuele editore 2021), Il quinto tempo (Samuele editore 2022), Un lunghissimo addio (Pequod 2023). In uscita a breve nella Collana Callisto della Samuele Editore Imparare a dirsi addio (Samuele editore 2025). Tra i riconoscimenti ottenuti: Premio Giovanni Pascoli L’Ora di Barga nel 2019, il quarto posto al Premio Internazionale Città di Latina nel 2019, il quarto posto al premio Letterario Città di Grottammare nel 2020, finalista al Premio Michelangelo Buonarroti di Serravezza nel 2021, sesto posto al Premio Internazionale Città di Latina nel 2021, secondo posto al premio Letterario Giovane Holden di Viareggio, quarto posto al premio Giovanni Pascoli L’ora di Barga 2022, finalista al Premio Internazionale Città di Latina nel 2022 e nel 2023, secondo posto al Premio Internazionale di Poesia e Narrativa Le Grazie Portovenere nel 2024, finalista al Premio Internazionale Francesco Giampietri nel 2025.
Ha vinto il Premio Le Ragunanze XI° edizione nel 2025 , con il libro Un lunghissimo addio (Pequod 2024).

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