Archivi categoria: Terra d’esilio

Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto. Paolo Parrini

Paolo Parrini, Imparare a dirsi addio (Samuele Editore 2025)

Immaginare il letto
dove moriremo
chiusi gli avvolgibili
le finestre appena aperte
come un fiore che nasce
muore la luce.

*

A letto la sera
col cuore che batte
penso a un prato
che accoglie
nel dormiveglia
crederci, che sia vero,
che verremo abbracciati
da un sole rovente. Continua a leggere

Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto. Hugo Mujica

Hugo Mujica, Alle stelle l’immenso (Sette Città Edizioni, traduzione di Ilaria Fior e Marisa Martínez Pérsico)

Hugo Mujica (Buenos Aires, 1942), poeta sacerdote, è uno dei maggiori rappresentanti contemporanei in lingua spagnola di una poesia del pensiero, volta a riflettere sulle aporie comunicative del linguaggio e del mondo. La sua poesia delle azioni incompiute rivela una marcata preferenza per il dinamismo dei verbi rispetto ai gesti chiusi delle nominalizzazioni ed è attraversata dallo stupore di fronte alle piccole metamorfosi della natura. Poesia spogliata di ornamenti che si avvicina alla preghiera e al miracolo di ciò che nasce, “Alle stelle l’immenso” è una celebrazione, con sguardo compassionevole e francescano, della ciclica rinascita delle creature.

(dalla quarta di copertina di Marisa Martínez Pérsico) Continua a leggere

Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto 6. Jan Twardowski

Jan Twardowski, Affrettiamoci ad amare (Marietti 1820, 2009)

Affrettiamoci

Affrettiamoci ad amare le persone se ne vanno così presto
di loro restano un paio di scarpe e un telefono muto
solo l’inessenziale come una mucca si trascina
l’essenziale è così rapido che accade all’improvviso
poi il silenzio nomale perciò insopportabile
come la castità che nasce dalla disperazione
quando pensiamo a qualcuno dopo averlo perso

Non essere sicuro di aver tempo la sicurezza è malsicura
ci toglie sensibilità come ogni fortuna
arriva in coppi come il pathos e lo humor
come due passioni sempre più deboli di una
se ne vanno così in fretta tacciono come il tordo in luglio
come un suono un po’ goffo o un inchino secco
per vedere davvero chiudono gli occhi
benché sia più rischioso nascere che morire
amiamo sempre troppo poco e sempre troppo tardi

Non scriverne troppo spesso ma scrivi una volta per tutte
e sarai come un delfino mite e forte

Affrettiamoci ad amare le persone se ne vanno così presto
e quelle che non se ne vanno non sempre ritornano
e non si sa mai parlando dell’amore
se il primo sia l’ultimo o l’ultimo il primo Continua a leggere

Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto 5. Daniel Calabrese

Daniel Calabrese, Un cielo per le cose (Un cielo para las cosas), La Vita Felice 2022

Coricarsi sulla terra e tornare a sedersi

Va bene quello che hai fatto ieri
e va bene quello che stai facendo adesso,
anche se insieme i pezzi
sembrano di vite contrarie.
Entrambi sappiamo che il mondo
è uno specchio che non bisogna rompere.
Un banco di pesci avanza come pani
che si moltiplicano sulla terra
e galleggiano sull’acqua..
È il giallo nero delle morti vive.
Questo sacco sempre più pesante
che trasciniamo, chiamiamo tempo
e ci conferma che sì,
che tutto va bene.
Il pezzo di cielo in cui ti sei vista
riflessa in riva alla palude
mi si è conficcato nel perno, è un vetro
scheggiato e mi fa male.
Molti camminiamo sull’acqua senza sforzo
quando chiudiamo gli occhi.
Pochi si azzardano a rimuovere
un vetro conficcato nel petto.
Nessuno ha dedicato tanto lavoro
a disarmare la tristezza. Continua a leggere

Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto 4. Soren Ulrich Thomsen

Soren Ulrik Thomsen, Vivo (Donzelli 2004)

Esiste una nave con le luci spente,
un libro aperto
sul silenzio.
Non c’è scorciatoia per il mondo
nel primo mattino
mentre la pioggia cade
c’è un uomo,
che sono io,
nella cucina gelida.
Ma nemmeno una strada
per uscire dal mondo.

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Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto 3. Sophia de Mello Breyner Andresen

Sophia de Mello Breyner Andresen

Poesie da Come un grido puro (Crocetti 2013)

Le fonti

Un giorno spezzerò tutti i ponti
Che legano il mio essere, vivo e totale,
All’agitarsi del mondo dell’irreale,
E calma salirò fino alle fonti.

Andrò fino alle fonti dove dimora
La pienezza, il limpido splendore
Che mi fu promesso ad ogni ora,
E nel volto incompleto dell’amore.

Andrò a bere la luce e del sole il sorgere,
Andrò a bere la voce della promessa
Che a volte come un volo mi attraversa,
E là compirò tutto il mio essere.

* Continua a leggere

Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto 2. Thierry Metz

Dire una nuvola per opporsi all’abisso: Thierry Metz

23 giugno. Le mie mani si aprono a stella come se mi avvicinassi al fuoco. A un braciere. All’interno, si consuma il reale.
Qui si possiedono i gesti del nomade, si è fuori, sulla sabbia. Nel provvisorio.
Come abitare un luogo così?

*

27 giugno. Mostrare nient’altro che l’istante. La pietra, l’uomo, l’arcobaleno. Le parole che si radunano qui. Che mi riportano qui. È tutto.

Rintanato nell’emergenza.

Con poco.

Pala. Piccone.

* Continua a leggere

Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto 1. Yves Bonnefoy

“Porranno i fiori accanto allo specchio / che consuma, e forse salva”: Yves Bonnefoy

Scrive Bonnefoy, in una sua riflessione sul senso della poesia –
La parola poetica avvicina soltanto ma è, nello stesso tempo, quella parola che salva il mondo dall’abbandono, trasforma l’esilio in speranza, ritesse il filo spezzato della vita […] è una parola capace di essere civitas, luogo, dimora.

Di seguito, alcune poesie tratte da Quel che fu senza luce. Inizio e fine della neve (Einaudi, 2012) Continua a leggere