a cura di Giorgio Stella
Ho commesso il più vile dei peccati
Da addebitare a un uomo. Io non fui
Felice. Che i ghiacciai dell’oblio
Mi travolgano e annullino, spietati.
Mi vollero i miei padri per il giuoco
Umano delle albe e delle notti,
Per la terra e per l’acqua e l’aria e il fuoco.
Li ingannai. Non fun felice. Tradita
Fu quella voglia giovane. La mente
S’involò alle simmetriche insistenze
Dell’arte, che ricamano sui niente.
Stima ne trassi. Ma non fui eccellente.
Non mi abbandona. Sempre mi sta a lato
La colpa d’esser stato un disgraziato.
Traduzione di Domenico Porzio, da La Nacion di Buenos Aires del 21-9-1975.

