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Jorge Luis Borges

 

a cura di Giorgio Stella

Ho commesso il più vile dei peccati
Da addebitare a un uomo. Io non fui
Felice. Che i ghiacciai dell’oblio
Mi travolgano e annullino, spietati.
Mi vollero i miei padri per il giuoco
Umano delle albe e delle notti,
Per la terra e per l’acqua e l’aria e il fuoco.
Li ingannai. Non fun felice. Tradita
Fu quella voglia giovane. La mente
S’involò alle simmetriche insistenze
Dell’arte, che ricamano sui niente.
Stima ne trassi. Ma non fui eccellente.
Non mi abbandona. Sempre mi sta a lato
La colpa d’esser stato un disgraziato.

Traduzione di Domenico Porzio, da La Nacion di Buenos Aires del 21-9-1975.

Jorge Luis Borges

a cura di Giorgio Stella

L’oro delle tigri

Fino all’ora del tramonto giallo
quante volte avrò guardato
la poderosa tigre del Bengala
percorrere su e giù il tragitto prefissato
dietro le grosse sbarre,
senza sospetto ch’erano il suo carcere.
Altre tigri sarebbero venute poi,
quella di Blake, di fuoco;
altri ori sarebbero venuti,
il metallo amoroso che era Zeus,
l’anello che ogni nove notti
genera nove anelli e questi, nove,
e non c’è fine.
Con gli anni mi hanno abbandonato
gli altri incantevoli colori
e ora mi restano soltanto
la vaga luce, l’ombra inestricabile
e l’oro dell’inizio.
O tramonti, o tigri, o splendori
dell’epica e del mito,
o quell’oro più prezioso, i tuoi capelli
che le mie mani anelano.

East Lansing, 1972

Jorge Luis Borges

di Giorgio Stella

Le cose

Le monete, il bastone, il portachiavi,
l’agile serratura, le tardive
note che i pochi giorni che mi restano
non leggeranno, gli scacchi e le carte,
un libro e tra le pagine appassita
la viola, monumento di una sera
da non scordare mai e già scordata,
il rosso specchio occidentale che arde
di un’illusoria aurora. Quante cose,
atlanti, soglie, lime, coppe, chiodi,
ci servono in silenzio come schiavi,
cieche e misteriosamente segrete!
Dureranno ben oltre il nostro oblio;
non sapranno mai che ce ne siamo andati.

Jorge Luis Borges

di Giorgio Stella

Ormai compiuto il numero dei passi
che ti fu dato fare sulla terra,
ti dico morto. Io pure sono morto.
Io che rammento la precisa notte
dell’ignorato addio, oggi mi chiedo:
Che sarà stato di quei due ragazzi
che verso il mille e novecentoventi
cercavan con platonica innocenza
sui lunghi marciapiedi della notte
del Sud, nella chitarra di Paredes
o in fiabe di cantoni e di coltello
o nell’alba, che mai sfiorò nessuno,
la segreta città di Buenos Aires?
Fratello nei metalli di Quevedo
e nell’amore al numeroso esametro,
scopritore (ma tutti lo eravamo)
di un antico strumento, la metafora,
Francisco Luis, dello studioso libro,
magari dividessi questa vana
sera con me, inesplicabilmente,
e mi aiutassi a ripulire i versi.

Cristo in croce, di Jorge Luis Borges

di Giorgio Stella

Cristo in croce. I piedi toccano terra.
Le tre croci sono di uguale altezza.
Cristo non sta nel mezzo. Cristo è il terzo.
La nera barba pende sopra il petto.
Il volto non è il volto dei pittori.
È un volto duro, ebreo. Non lo vedo
e insisterò a cercarlo fino al giorno
dei miei ultimi passi sulla terra.
L’uomo martirizzato soffre e tace.
La corona di spine lo tormenta.
Non lo tocca il dileggio della plebe
che ha visto tante volte l’agonia.
La sua e di altri. È la stessa cosa.

Gabriele Fredianelli, “Storia e storie della scherma”

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Storia e storie della scherma. 600 anni di sfide, assalti, duelli, di Gabriele Fredianelli (ed. Odoya), giornalista fiorentino, è un libro che è di per sé un viaggio, nel tempo e nel mondo (geografico e dello sport), e delinea il percorso evolutivo che dai duelli d’onore ha portato alla nascita della scherma come disciplina olimpica.

Il saggio, dal gradevolissimo taglio divulgativo-narrativo e dall’ottima scrittura, comprende una nutrita lista di profili biografici di grandi campioni e maestri di questo sport.

Ho posto a Gabriele alcune domande che credo vadano al cuore dei temi trattati nell’opera. Prima, però, questo estratto, dalle suggestioni decisamente letterarie, in quanto ha al centro il genio di Jorge Luis Borges. Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Jorge Luis Borges. 3

[youtube=https://youtu.be/m1CJWHqI790]

da qui

Jorge Luis Borges

Elogio dell’ombra (Elogio de la sombra 1969)

(Traduzione di Livio Bacchi Wilcock)
da “Jorge Luis Borges, Poesie”, BUR, Milano, 2004
Lettura di Luigi Maria Corsanico

“Song to the Mother” from the album “When the winds dissolve”.
Johannes Möller-Classical guitar. Continua a leggere