Intervista ad Andrea Tosi

 

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di Luca Pizzolitto

1) Se dovessi riassumere in poche frasi come è nata e perché è nata questa tua raccolta poetica, come lo faresti?

Direi che è nata con mio figlio, nel senso che è stato lui a fare da spartiacque fra la vita di prima e la mia nuova sedentarietà. Sono passati circa dodici anni dalla pubblicazione della raccolta precedente, e durante questo tempo mi sono allontanato dalla letteratura, ultimo periodo a parte. Devo dire che neanche pensavo di tornare a scrivere, ma il tempo ha creato nuove circostanze e stimoli.

2) Che ruolo ha (se ha un ruolo…) la poesia nella contemporaneità? La parola poetica, secondo te, dove conduce? Quali strade percorre?

Penso che la poesia debba fare da contrappunto a quanto manca, o si vede poco, nella realtà di tutti i giorni, mostrare il contrappeso nascosto che viene tralasciato.
Di questi tempi, in cui il presente va progressivamente oscurandosi, la poesia deve fare la sua parte, anche solo esistendo, per ricordare alle persone la trascendenza che ci appartiene, dimenticata la quale restano soltanto le leggi di natura e le loro conseguenze egoiche.
E’ la necessità di attestare l’inesprimibile che accade in noi, che in noi è presente, ma non è per definizione incasellabile in qualcosa di statico o tangibile; rimane un bisogno ad allargare ciò che il reale restringe, una chiamata ad altro, ad uscire dal sé e dall’oggi; e la poesia, per quanto mi riguarda, accompagna questo movimento.

3) Quanto tempo occupa, nella tua giornata, la lettura/scrittura/studio della poesia?

Sfortunatamente non quanto vorrei, nel senso che anche volendo, la concentrazione e l’assimilazione della poesia, letta e scritta, non è per me un qualcosa di costante a cui posso abbandonarmi ogni volta che ne ho bisogno.
Ha le sue regole e suoi tempi, risente di periodi di siccità in cui devo fare a meno della sua presenza.
Quelle volte in cui però si lascia avvicinare, si verificano dei veri e propri incontri, accadimenti illuminanti.

4) Tre autori (e tre opere) che consideri imprescindibili, all’interno del tuo percorso poetico di questi anni.

In primis direi Philippe Jaccottet, nominando come raccolta Pensieri sotto le nuvole, ma in realtà riferendomi a tutta la sua opera; è un autore che apprezzo molto sia per le tematiche, sia per lo stile tanto semplice quanto rarefatto e luminoso, di ampio sguardo.
Un’altra raccolta che mi sembra molto importante è Le Barricate misteriose di Silvia Bre, che, col suo linguaggio limpido ed allo stesso tempo sintatticamente complesso, riesce a rendere un’atmosfera magnifica.
E da ultimo, incontro fondamentale è stato per me quello con il Paradiso di Dante; che potrà sembrare un atto doveroso o scontato, ma in realtà è stata un’esperienza che mi ha coinvolto profondamente, un’opera a cui spero di tornare sempre.

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