Lunedì 9 febbraio, alle ore ore 20.00, assemblea straordinaria aperta a tutti al NAGA, in via Zamenhof, 7 /A, Milano.
Profondo sconcerto del Naga per l’odiosa abolizione da parte del Senato del divieto di segnalazione dei cittadini stranieri che si rivolgono alle strutture sanitarie.
Il Senato ha approvato l’abolizione del divieto di segnalazione all’autorità dei cittadini stranieri irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie. Così il diritto alla salute non è più un diritto assoluto e fondamentale, preminente e indipendente rispetto alla condizione giuridica relativa della persona.
“Con la decisione del Senato di oggi un ramo del Parlamento italiano stabilisce che il diritto alle cure mediche è un diritto esclusivo dei cittadini italiani o dei cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno e non un diritto di tutte le persone in quanto tali, peraltro in contraddizione patente con l’art. 32 della Costituzione che parla di individui”, afferma Pietro Massarotto, presidente del Naga, “ciò oltre a comportare una distorsione di fondo del ruolo sociale del medico e oltre ad essere in palese contrasto con il codice deontologico – che obbliga il medico a curare chiunque indipendentemente dalla sua condizione amministrativa – segna un’ulteriore e davvero drammatica tappa nel processo di criminalizzazione dell’immigrazione nonché l’ennesima involuzione politica e culturale del nostro paese.”
Il Naga manifesta la sua estrema preoccupazione per quanto deciso; ci auguriamo e auspichiamo pratiche di disobbedienza civile da parte dei medici oltre ad una reazione collettiva perché discriminazioni come quella approvata stamani non passino, quanto meno, sotto silenzio. Il Naga, da parte sua, continuerà ad assistere e curare tutti i cittadini stranieri irregolari che si recheranno presso i nostri servizi e a denunciare, non loro, ma ogni violazione dei diritti fondamentali della persona.
Per maggiori informazioni: www.naga.it
Tel: 02 58 10 25 99
Cell 389 51 55 81
E-mail: [email protected]

Giorgio, spero anch’io che i medici, tutti, vengamo meno a tali disposizioni perchè gli uomini sono tutti uguali. In questo periodo di trambusto di idee e di illogica fissità del governo, supportata se non incanalata da una chiesa poco vicina alle anime, mi sono ricordata di una canzone che cantavamo al liceo all’interno di un gruppo coordinato dal nostro insegnante di religione, una persona davvero grande. Diceva così o più o meno così : di che colore è la pelle di Dio, è nera rossa gialla bruna bianca perchè Lui ci vede uguali davanti a sè.
ti abraccio
jolanda
Grazie del tuo messaggio, Jolanda, con la speranza di potere almeno continuare ad avere la libertà di dire queste cose, visto che quello che si prepara mette il bavaglio anche alla rete:
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=2
Non c’è che dire: bavagli, milizia legalizzata, la Costituzione calpestata, esecutivo al di sopra delle leggi…