Per ora

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da qui

Caro Mario,
non andremo più a Firenze né a Verona né in alcun altro posto. Non faremo, non vedremo più niente. Quanto c’era da fare, l’ho fatto; quanto c’era da vedere, l’ho visto. Mi hanno detto che vivere è restituire l’amore ricevuto. Ne ho avuto abbastanza, per l’eternità. Non ho bisogno di viaggiare: l’arena di Verona, Palazzo Vecchio, sono dentro me, come un chiodo conficcato nel polso. Nel polso di un curato di campagna, crocifisso ai ricordi. La mia vita è una città in cui risuonano i tuoi passi, il cigolio della sedia a rotelle. Le strade sono fatte di sguardi, di parole. Quello che ho visto e sentito diventa, sull’altare, il pane e il vino dati a fondo perduto, senza aspettarmi nulla, da nessuno. Dovrei accettare altri sguardi, altre parole. Il campanile di Giotto sfiderà l’azzurro di altri occhi, la piazza grigia di Santa Maria Novella si confonderà con storie di ordinaria umanità. Ma nessuno mi strapperà dal cuore il bagliore della tua presenza, il cigolio di una vita perduta solo per chi crede che il sepolcro sia il destino ultimo della città.
Caro Mario, siamo ancora lì, davanti all’Arena, all’ombra di Santa Maria del Fiore. Abbiamo ancora da fare, da vedere. Crocifissi a un futuro che ci abbaglia, da una città che hai visto solo tu. Per ora.

10 pensieri su “Per ora

  1. Semplicita Maggi

    una pagina che fa della sintesi il varco attraverso cui si sprigiona non solo la forza della parola ma, e soprattutto, l’energia vitale che apre nuovi orizzonti di senso e di speranza.

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  2. Carla

    si avverte una grande nostalgia, nonostante la determinazione di un ricordo che è sigillo di un legame, ma anche ponte verso un mondo,le cui strade ci porteranno verso nuove città da visitare…chissà!
    ciao

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  3. mariapia

    uNA LETTERA D’AMORE COSì: DI QUESTO ABBIAMO BISOGNO, PERCHé NESSUN AMORE SUPERA CHI dà L’AMORE PER I SUOI AMICI, LO SAPPIAMO. LA LETTERATURA VIENE DOPO, SEMPRE.
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  4. Chiara Daino

    *sono dentro me, come un chiodo conficcato nel polso. Nel polso di un curato di campagna, crocifisso ai ricordi*.

    E grazie Fabry perché l’Amore può. Fare delle croci aquiloni per resistere – contro [qualsiasi] vento contrario.

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  5. Arianna

    Caro Fabrizio, grazie di cuore per questo tuo scrivere e condividere…chissà com’è questa città che lui solo ha visto. Chissà cosa sarà di questa forza d’amore che in tanti sentiamo così vivida nel ricordo di lui, del rumore della sua sedia, della sua presenza a Messa in fondo alla chiesa, dei suoi discreti suggerimenti, vie d’uscita d’amore nelle situazioni più difficili. Un abbraccio, A.

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