[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=kWTYCuDrQ_Q&feature=related]
da qui
Tra poco arrivano. Ci sono macchie chiare, sapientemente dosate con zone contrapposte, di diverso colore. Il chiaroscuro è essenziale, in questi casi. Bisogna che la mente sia presa senz’accorgersene, una specie di trappola per topi. E i topi sono tanti, già pronti con l’acquolina in bocca, i baffi in perenne movimento. Sono lì che aspettano impazienti, la coda dell’occhio spia curiosa l’orizzonte dello schermo, perché questo è il tempo, è questione di ore, forse di minuti. Ora ci giungono per categorie, come se avessero a che fare col pensiero, la filosofia, come ci fosse qualcosa in comune con la materia grigia. La loro natura, invece, è una pesantezza invincibile, incollata al grado zero della vita: più in basso non c’è niente. Eppure miriadi di persone si mobilitano, sgomitano, sognano, per lo stesso, poco nobile motivo. Facciamo una mozione, supplichiamo insieme: risparmiateci.

Come natura le ha fatte. Che belle, semplici, pane al pane, vino al vino, latte al latte. Ah! che scandalo. Piuttosto, tee, con questa cosa qui, non sei un po’ pesantee?
in un paese di lobotomizzati da tv tetteculi e manifesti dove anche per pubblicizzare il formaggio hanno bisogno di alludere a… il calendario non è che uno dei tanti modi di mantenere le intelligenze al di sotto della cintola (come puoi vedere, riuscitissimo)
non ci risparmieranno, fabry
purtroppo
f&r
Oh! quante storie. Non siamo mica elettrodomestici, siamo gente in carne e ossa. Piuttosto, anche tee, non mi dirai che questa cosa qui è scritta in maniera semplice semplice, più semplice delle belle damigelle sul calendario?
grazie.
tette e culi sono il fondamento di certi imperi, che sanno bene su cosa fare leva.
del resto, appartengono alle legittime proprietarie, che possono farne quello che vogliono.
si può forse invocare il favore di non farceli arrivare tutti in una volta.
Ho fatto un po’ di fatica a capire e seguire il tuo discorso ….però ecco, non so che dire Fabrizio, non è una novità anche se credo che la bellezza dovrebbe essere “esposta” in modo diverso. Comunque è vero che continuamo a veder banalizzare, imbastardire e cancellare molto di quanto dovrebbe essere naturale, bello, pulito,intimo. Si sta perdendo l’essenza del vivere con rispetto verso noi stessi e verso gli altri a volte semplicemente perchè ci si fa trasportare da quanto ci succede attorno il che significa purtroppo “livellarsi” sempre più in basso. E invece bisogna rimanere vigili,reagire e parlare in modo chiaro e semplice ogni volta che si presenta l’occasione perchè – e cito qualcuno a me molto vicino – chi non agisce come pensa finisce per pensare come agisce.
Personalmente sono molto più turbata dalle cifre delle donne uccise ogni anno in Italia dentro le proprie case e, spesso, proprio dai compagni .
Cito da una mail arrivatami pochi giorni fa: “Tornando sul tema della violenza alle donne, vi segnalo che si avvicina la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, 25 novembre. Ahimé, come coordinatrice di uno sportello antiviolenza di una Provincia italiana, posso confermare sulla base di dati concreti che anche nel nostro paese la situazione non è meno tragica: la media delle donne morte per violenza domestica è in crescente aumento (da 1/3 a 1/2 tra 2007 e 2008) – la crisi economica fa peraltro prevedere una netta recrudescenza – e, nonostante quanto si creda, tanto le vittime quanto i loro assalitori non appartengono solo a classi sociali culturalmente più arretrate, né tantomeno solo a “famiglie straniere”: sono nostre/i connazionali, che hanno studiato sui nostri banchi di scuola, insieme a noi, che ci vivono accanto, che a volte sono nostre/i amiche/i, vicine/i di casa, parrucchiere/i, dottoresse/i, dentiste/i, professoresse/i…Il nostro occhio è accecato da una gigantesca trave.
Perdona Fabrizio se mi permetto. Certo, sì, i calendari sono in arrivo, preoccupiamoci pure, ma teniamo d’occhio anche le cifre dei ‘femminicidio” italiano e mondiale. Il “femminicidio” è la prima causa di morte per le donne nel mondo e in Italia. Il “femminicidio” è la violenza (e ogni tipo di violenza) che le società e i singoli esercitano contro le donne nel momento in cui le stesse scelgono di non aderire più ad una serie di ruoli prescritti per loro dalla società (brava madre, moglie, figlia, oggetto sessuale, altro). E purtroppo, è trasversale ad ogni società, paese e religione del mondo.
grazie care.
il femminicidio è certamente ben più grave.
eppure, mi piacerebbe conoscere l’opinione di una femminista doc sull’invasione dei calendari.
un abbraccio
fabry
Eh, la riduzione a merce fruibile di tutto o quasi, ormai, e, con maggior profitto, di un corpo e della sua immagine. Come pretendere rispetto, a quel punto, come trattenere i destinatari dell’offerta? E come ricordare che la persona espostavi è una “persona”, a quel punto, se trovasi lì, prezzata e, spesso, compiaciuta? Da qui le implicazioni, gli equivoci.
Grazie, Fabrizio.
Giovanni
Da L’unità
http://www.unita.it/news/l_iniziativa/89611/scarica_e_stampa_la_cartolina
si sa che l’iperstimolazione sessuale sui media è funzionale, non dico scientemente stabilita a tavolino, alla soppressione del desiderio, nella sua declinazione sessuale e in senso lato, per tenerlo al disotto di una soglia. il desiderio è rivoluzionario…
concordo, Domenico.
anche la fede è desiderio, e in questo senso è pericolosa in certe contingenze. soprattutto se si desidera un regno dell’umano che comincia già qui e si lotta contro ogni forma di inumano.
Caro Fabrizio, non sono solo i calendari, è un modello culturale, di pensiero e di potere che utilizza il corpo delle donne come merce di scambio.
Mi permetto di segnalarti, un documentario di Lorella Zanardo che gira da mesi e che ha denunciato molto chiaramente lo stato delle cose.
http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89
avevamo già commentato quel documentario su Lpels, Bianca: conferma che i calendari sono un elemento vistoso di quell’ingranaggio, che speriamo qualcuno si decida a fermare, prima o poi.
un abbraccio.
Giovanni e Nadia, grazie.
altri tasselli per ricostruire l’imbroglio.
Caro Fabrizio, non sapevo ne aveste già parlato. Mi scuso per la ripetizione. Continuo però a pensare che i calendari siano un effetto, uno dei tanti, non la causa. La causa è la stessa che provoca in tutto il mondo il femminicidio, e sta nel modo di pensare la donna e il femminile tutto. Buona serata. B.
siamo perfettamente d’accordo, Bianca.
un effetto fra i tanti di una mentalità distorta.
buona serata a te.
le donne si ammazzano anche chiudendo l’accesso alle misure di prevenzione del cancro mammario e uterino perché non c’è personale sufficiente, né strumenti. e questo non nel “solito” sud della malasanità, ma anche nel prospero (se fa pe ddì) nord: nella patria di brunetta tutto saturo fino a giugno 2010! pagando, si sa, appuntamento anche domani. anche le tette e le pance delle donne no-calendar girls sono merce di scambio, mentre altre tette e pance sanissime imperversano sui calendari. a queste donne nessuno ricorderà che sono più belle che intelligenti.
penso che la sanità sia l’unico campo in cui ammazzano senza distinzioni donne e uomini, Lucy.
un abbraccio
fabry
pensavo arrivassero gli alieni!
ciao fab, ma lo sai che questa nota mi piace proprio per com’è congegnata? quel rimandare un po’ più in là la spiegazione e intanto creare quell’effetto un po’ Godot – ma chi è che arriverà? che stanno per farci? – ché mi pare qua tu parli non solo della merce da calendario, ma, con un’abile zampata, vai ad alludere a ben altro, alla nostra ostinata, ossessionata accumulazione…”adesso arrivano”, e mi vengono in mente le “miriadi” di cazzate che ci aspettano, le nuove fiction, i corsi di lettura dei sogni, i corsi anti-stress, i corsi di business theatre, i corsi del vattelappesca, le serate manga, le serate burraco, le serate tango, le serate d’analisi transazionale, la nostra eterna, insulsa collezione di “bei momenti”, il nostro infinito, costantemente illuminato a giorno, “centro benessere”… posso solo aggiungere che condivido in pieno la nausea…
un abbraccio caro,
r
hai capito perfettamente, Renata.
grazie.
renatamorresi: tutto vero, però: posso espungere le serate tango dalle cazzate? pensa un po’ che stasera ho lezione e dovrei contemporaneamente andare ad un incontro con scrittori niente male… sarà che presentano un corso di scrittura creativa, sarà che… mi sa tanto che scelgo la cazzata-tango. forse mi salvo la vita, intesa anche come parte del corpo.
😉
meglio il tango della scrittura creativa Lucy!
Ieri studiavo con i miei nipoti ,sul loro libro di storia, la condizione femminile nel Rinascimento. Solo alcune fortunate aristocratiche avevano accesso allo studio ed alle arti;la maggioranza delle donne doveva essere “ubbidiente e riservata”,perciò saper leggere era considerato un pericolo morale.La chiesa ovviamente sosteneva largamente questa schiavitù.Anche se contadine e casalinghe lavoravano come facchini, il loro lavoro non era retribuito, non potevano neppure disporre della dote che il padre aveva consegnato allo sposo al momento delle nozze.Dipendenza economica totale. Non dimentichiamo che,data l’alta mortalità infantile, si mettevano al mondo figli a ritmo continuo. A questa durissima vita cercavano di sfuggire le cortigiane e le monache,per vie diametralmente diverse. Che c’entra tutto questo con la nostra società che sembra aver capovolto valori,possedere grande libertà,aver dato alle donne pari opportunità? Credo ci sia in tutto questo progresso tanta ipocrisia.Nascere donna è ancora una mezza disgrazia in quanto bisogna continuamente dimostrare di essere più intelligenti che belle, pur sapendo che la maggioranza dei maschi,e non mi riferisco solo a Berlusconi,nelle donne cerca solo la bellezza e la giovinezza.Non ci possiamo meravigliare se molte ragazze,in cambio di lauti guadagni, offre loro quello che vogliono. La strada, per noi donne, della vera libertà e della vera parità, pur nella nostra diversità,è ancora lunga da percorrere.
Quanto amore esprimono, queste bellezze qui, nessuno lo vuole dire. Cosa c’entrano loro, se gli altri sfruttano la loro bellezza e il loro candore? Ditelo piuttosto a quelli lì, quelli che guadagnano il denaro da tanta bellezza. Queste ragazze qui sono quelle che amano. Amano la vita, immagino; amano anche mostrarsi, e mi pare logico, perché vogliono essere amate. E vogliono essere amate perché a loro volta amano. Evviva.
sessé…
concordo sul fatto che la strada è ancora lunga: prima di tutto nella testa delle persone.