[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=a56vVf_awic]
da qui
In fondo è semplice: carichi con colpi sufficienti, ne ammazzi fino a venti, venticinque, ce n’è abbastanza per una trentina di feriti, e magari un colpo anche per te, per evitare di soffrire troppo, il linciaggio, la galera, la pena capitale per cui devi aspettare con angoscia, nel braccio della morte. Provi una certa eccitazione nel vedere le facce disperate, impotenti, in un momento si dissolve ogni complesso, per pochi minuti il dio sei tu, il fato, la parca che recide il filo, il destino di una vita coincide con il tuo desiderio di rivalsa, di fuga dai binari insopportabili di una storia a senso unico, un copione che non hai mai il potere di cambiare. Prima di morire avrai il tempo di chiederti se tu massacri loro o siano stati loro a massacrare te.

delirio di onnimpotenza
un abbraccio, fabry
f&r
è quello che intendevo dire, Fides, grazie.
un abbraccio a te
fabry
da “S’ ISTORIA” de Frantziscu Masala:-
||||…la nostra guerra era un antico gioco.Nella piazza
della chiesa, disegnavamo dei cerchi per terra e, dentro ogni cerchio, si sistemava un bambino.I cerchi li chiamavamo
*TANCHE* ed i bambini che stavano dentro i cerchi venivano chiamati *I PADRONI*. Quelli che restavano fuori dal cerchio
erano *GLI ASCIUTTI* ( quelli a bocca asciutta).
Il gioco era la GUERRA tra Padroni e Asciutti…||||
A Fabrizio un abbraccio d’ affetto. Marlene
Due articoli da leggere, per cercare di vedere il contesto reale in cui avvengono queste cose, oltre a sovrapporgli quello che immaginiamo sia successo.
http://mirumir.altervista.org/2009/11/il-massacro-di-fort-hood-breve-storia.html
e per la strage della palestra di Pittsburgh
http://mirumir.altervista.org/2009/08/la-vendetta-del-nerd-guerra-di-classe.html
grazie Marlene, un abbraccio a te.
Mario, avevo cercato di rendere quella complessità.