Don Chisciotte (politica italiana)

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=oDeZin9xUxg]

da qui

La politica ormai è degenerata, non ci si meraviglia più di niente. Non si sa da chi o cosa si potrebbe ripartire. Eppure la risposta è elementare: dal bene comune. Ci sono bisogni da considerare, gente che non può più andare avanti, istituzioni fatiscenti, strutture che invocano interventi non procrastinabili. L’obiettivo esige la rinuncia agli interessi personali. Oggi è normale che la politica e la vita del paese corrano su binari paralleli. Non ci resta che agitare il fazzoletto in un malinconico saluto? O partire lancia in resta contro i primi mulini che incontriamo?

43 pensieri su “Don Chisciotte (politica italiana)

  1. f&r

    L’obiettivo esige la rinuncia alla rincorsa agli interessi personali

    il nodo è qui. la domanda è quale sia il fine di chi si occupa di politica, la generosità? l’interesse comune?
    magari!
    la lancia in resta ci vorrebbe per far cadere qualche testa, ma siamo pacifisti e così non ci resta che schiantarci fra le pale dei mulini 🙂

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. lucy

    con l’aggravio che adesso non c’è più chi si prenda l’onere di denunciare lo stato delle cose. non c’è più pasolini, per esempio. in compenso abbiamo esatti oggi sul groppone quarant’anni di bugie che di bugia in bugia si sono trasformate in una clamorosa presa per i fondelli, in un teatro quotidiano sfacciato, in cui gli spettatori vengono presi regolarmente a secchiate di letame e plaudono, felici.

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  3. annamaria orlandi

    Ho trovato importante che tanta gente,attraverso la rete, si sia data appuntamento sabato scorso in piazza S.Giovanni.Non a tutti può piacere lo slogan principale,no Berlusconi, ma è importante che tanti giovani,considerati spesso indifferenti,si siano mossi in gran numero,usando un nuovo mezzo di comunicazione e scavalcando i partiti!Avete notato il silenzio assordante di tutte le TV ? Speriamo nel viola!

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  4. Giocatore d'Azzardo

    Sono sempre più perplesso. Possibile che sia così complicato capire che tutte queste manfrine servono a coprire altro e a nascondere i veri obiettivi? Lo so, non mi credete, ma almeno provate.

    Qui una riflessione seria e un po’ diversa dalle solite. Un inizio. Un primo gradino per tentare di cambiare direzione e iniziare un percorso diverso per salire, a ritroso, all’interno della catena delle responsabilità vere!

    Blackjack.

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  5. lucy

    guarda, giocatore: capiamo tutti che dietro c’è altro. io per esempio penso a spatuzza che dice quello che dice. non è del tutto importante in questa fase che quello che spatuzza afferma corrisponda al vero: sarebbe troppo “bello” e troppo facile, ancorché pericoloso. mi basta pensare che il giorno delle rivelazioni sono stati fatti – ma guarda un po’ – degli arresti eccellenti. due più due… ero certa, certissima che filippo graviano avrebbe smentito spatuzza. tutto ciò è un’amabile chiacchierata in codice tra lo stato e i mafiosi, come sempre. tra terroristi e parte dello stato. tra imprenditori furbetti e parti dello stato. noi non c’entriamo. noi lottiamo con i mutui, la spesa, la decenza della nostra vita, la salute, i guai. beh, ammettilo: almeno su questo fronte tutto è peggiorato a vista d’occhio, tutto, ma proprio tutto, è diventato praticamente un incubo. anche nel nord-est grasso, contento e sbevazzone. in questo paese nessuno ha pagato mai veramente, salvo gli “umili”. devono cadere le teste, invece. una bella ecatombe, tutti a casa, e via.

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  6. Giocatore d'Azzardo

    Roberto, riflessione rapida sui link che hai riportato: rigorosamente personale.
    Ripensare Marx: aggrappato alle solite storiellini; ininfluente.
    Mercatoliberonews: da leggere con attenzione, anche se non si è d’accordo non è mai banale.
    Disinformazione: lo leggo a volte.
    Tlaxcala: non lo lo conoscevo.

    La questione comunque non è il gioco duro, ma capire a cosa si sta giocando. Il commento di Lucy è, a mio modo di vedere, emblematico: partecipa al gioco deciso da altri. E’ questo che non va bene!
    Una riflessione a latere: a nessuno è passato per la testa come mai, un articolo come quello ripreso da mercatoliberonews, è stato pubblicato dal Giornale e non, che ne so, da l’Unità, Rrepubblica, etc…? Potrebbe essere un ottimo punto di partenza per iniziare a guardare con un’ottica diversa.

    Blackjack.

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  7. lucy

    no no non partecipo: tiro i dadi rispetto a certi giochetti puerili. e mi meraviglio, che essendoci molto di più, la maggioranza si adagi su queste “croste” di superficie, su questi specchietti per i tordi, magari fossero allodole: volerebbero, qualche volta, in alto.

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  8. Alessandro Ansuini

    capisco dove vuole andare a parere il giocatore, anche io seguo con interesse sia fini (massimo) che barnard, per motivi diversi, e sono cosciente che il signoraggio bancario sia “il male”. ma se tutti smettessero di guardare il piffero cosa succederebbe? non mi pare ci siano soluzioni pacifiche all’orizzonte.

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  9. Stella Maria

    “non ci si meravigli più di niente”. Io partirei da qui.
    La politica è sempre uguale, con il passare dei secoli, in fondo, non cambia molto che si chiami impero, democrazia, regime, repubblica, oligarchia o comunque vogliamo, la differenza la fa il fatto che c’è molta più informazione. Chi ha il potere lo usa ed è storia vecchia e lo usa per i propri interessi, difficile pensare che a certi livelli non sia questo l’obiettivo primario. Questo sia per la politica che per i famosi “signoraggi” bancari di cui si può parlare ma di fatto certe cose hanno fatto sempre girare il mondo, portando il benessere e lo sviluppo attuale su cui tanto getta fango credendolo il peggiore dei mali. Male lo è ma ora è usato come argomento per distogliere l’attenzione da una verità ancora più grave.
    In fondo il buon caro vecchio Trilussa è valido ancora oggi soprattutto nelle parole della sua “ninna nanna de guera”. Specchietti per le allodole, alias cose “imbrogliate e futili” che distraggano dai veri problemi ne è così ricca la storia che una biblioteca interstellare non basterebbe e tanti don Chischiotte si sono fatti maciullare dalle pale. Questo accade perchè chi ha capacità di ragionare e vedere, non farsi ingannare da notizie fuorvianti, spesso o è stanco di lottare da solo, oppure si chiede chi glielo fa fare, tanto non cambia nulla. Di fatto l’individualismo, anche qui, prevale, meglio emergere come quello che dice cose controcorrente che allearsi con chi la pensa allo stesso modo e darsi da fare. La generazione politica che ha fondato le nuove democrazie, durante e post seconda guerra mondiale, come chi è andato incontro alla morte per amore della verità, della denuncia, non c’è più. Ma durate e dopo la guerra c’era voglia di libertà e pance vuote per tutti. ora le pance vuote sono di quelli che non contano nulla e che sono talmente impeganti a non morire di fame, freddo e indifferenza, per unirsi e cambiare le cose.
    Caro Fabrizio ciò che dici, e condivido, il fatto che purtroppo, generalizzando, non ci si meravigli più di nulla è uno dei grandi mali che fa in modo che lo stato attuale si protragga.
    E’ cambiata la società, non c’è più la destra o la sinistra come la pensiamo, non è neanche più tempo di rivoluzioni o utopie. Ripartire? Drasticamente direi: ci vuole uno “tzunami” o se preferiamo il 21 dicembre 2012, insomma bisognerebbe resettare tutto ma onestamente non credo sia la soluzione. Io ripartirei dall’uomo non come singolo ma come comunità. Un uomo maturo che guarda avanti e non rimane ancorato al passato. Un uomo che taglia il cordone ombelicale con la storia e cresca spiritualmente e civilmente. Quando dico uomo intendo naturalmente anche donna, il termine è generico. Sono cambiati molti concetti e molti modi di vivere. Il taglio è appunto radicale.
    Bisogna ripartire dall’umiltà di essere uomini, spogliarsi del credersi onnipotenti e in grado di fare tutto da soli, singolarmente, tornare umani con la foza e la maturità di essere deboli e fragili, convinti che solo dal bene comune e dalla solidarietà si deve ripartire per la sopravvivenza della specie.
    mi sono dilungata e forse il mio discorso è un po’ contorto ma vorrei dire tanto e tutto ciò che ho dentro non entrerà mai qui ne voglio annoiarvi:-)
    Però io dico: ma se c’è un Dio che scende dal suo piedistallo o cielo che dir si voglia, per andare incontro all’uomo, vivere con lui ogni giorno condividendo fatiche e dolori, un dio che si spoglia della sua divinità per l’uomo, perchè l’uomo non ricorda la sua umanità e, senza scendere ne salire, non guarda all’altro come ad un amico scegliendolo come alleato, capendo che solo pensando per tutti si realizza il bene di ognuno? L’altro è l’unica ancora di salvezza per vivere un nuovo millennio e non estinguerci prima ancora del secolo.
    SM

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  10. roberto bugliani

    Giocatore d’Azzardo,
    comincio con un dettaglio: il blog ripensaremarx lo trovo assai interessante, perché, se scremato da certo oltranzismo terminologico, porta a riflessioni inedite, a spiazzamenti di certi cliché interpretativi sull’attuale governo e il gioco di politica estera che oggettivamentte sta conducendo.
    Però, de gustibus.
    Quanto alle apparenti contraddizioni o misteri (terreni) della pubblicazione di un articolo sul “giornale” anzichè su “repubblica”, io sono l’ultimo degli analfabeti politici, però il discorso (lunghissimo) potrebbe iniziare dal definire i veri appartenenti al trasversale “partito americano” qui in italia e, sulla base di ciò, a ri-vedere le mosse dei vari blocchi di potere italiano sul nostro scacchiere ma anche su quello internazionale.
    Ma qui dal poker si passerebbe agli scacchi.

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  11. Giocatore d'Azzardo

    Alessandro, il quesito che poni è il quesito corretto. Ai cambiamenti pacifici, da cinico, non credo, anche se ci spero sempre, ma siamo quasi arrivati al limite e qualcosa dovrà cambiare e sta cambiando. Purtroppo la maggioranza continua a rincorrere il piffero e allora è semplice, per i pochi, condurre il gioco, fare e disfare le regole a loro piacimento, senza che la maggioranza abbia alcuna possibilità di influire, anche in minima parte, sui cambiamenti.
    Il passaggio complicato, non è smettere di ascoltare il piffero, ma rimuovere le motivazioni, che pensiamo nostre e che ci “obbligano” a seguire il piffero. La reazione, anche di fronte a dati di fatto incontestabili, è sempre il rifiuto; non me ne voglia Lucy, ma la sua è emblematica e tipica.
    L’unico modo, per arrivare a cambiamenti pacifici, è una presa di coscienza DIFFUSA del vero e unico problema da affrontare immediatamente: riprenderci il nostro valore. Il valore del nostro lavoro, della nostra vita. L’abbiamo delegato, seguendo il nostro piffero interno, e abbiamo iniziato a proteggere i nostri pochi privilegi; consciamente o inconsciamente che sia. Una rilettura di Ford non farebbe male.
    Abbandonare un piffero esterno è facilissimo, ma il vero problema siamo noi, non gli altri: tanti o pochi che siano.

    Roberto, credi ci sia una differenza così ampia fra il poker e gli scacchi? Il blog Ripensaremarx, fra poker e scacchi, gioca a dama e siccome vincere a dama, a parità di forze è impossibile, mescola le pedine creando vantaggi e svantaggi e rielaborandoli a uso e consumo di uno dei tanti pifferi interni: non fornisce mai dati di fatto ma “impulsi” circolari a ragionare sempre sugli stessi argomenti autoappaganti. Ciò che serve, al sistema attuale. Liberissimo di non credermi, ci mancherebbe.
    Le motivazioni, spiazzanti, per cui un quotidiano come il Giornale, per la prima volta, porta un attacco diretto al SISTEMA, sono molto semplici da comprendere. Più complesso, e fa parte del piffero, è perché quotidiani come Repubblica e l’Unità non lo facciano, anche se dovrebbero. Più complesso è comprendere come mai, da almeno un paio d’anni in modo molto più evidente di prima, quotidiani e “strutture sociali” che dovrebbero essere sul fronte opposto, sono diventate filoamericane; ricordo ad esempio l’attacco pesantissimo portato da l’Unità al progetto South Stream. E’ solo uno dei tanti casi che, mollando il piffero interno, sarebbe semplicissimo vedere.

    Non ho molte speranze, nonostante i dati di fatto, che questa presa di coscienza diffusa, necessaria per cambiare, riesca a compiersi in tempi sufficienti per tentare di modificare le regole del gioco. La colpa maggiore, di questo stato nel quale ci troviamo, è raccontata benissimo nell’articolo di Barnard che linkavo nel commento precedente, e non mi pare il caso di aggiungere altro. Non ho molte speranze perché, anche di fronte a dati di fatto incontestabili, le rezioni non cambiano, sono sempre le stesse. Una grossissima colpa, di questa situazione oramai fuori controllo, la attribuisco agli “intellettuali”, a quelli che hanno avuto la fortuna di studiare, di conoscere più degli altri e, invece di ragionare anche per gli “altri”, sono diventati gli strumenti perfetti del piffero: incapaci di leggere la realtà oppure troppo codardi per raccontarla.

    Sarebbe interessante, a questo punto, andare a leggere le dichiarazioni degli intellettuali che sparavano sulla Lega, quando osteggiava l’entrata nell’euro, e osannavano le scelte di Prodi e il “dio eruo”, che tutti avrebbe salvato. Riprendere possesso del nostro valore (la Banca Centrale!!!) e iniziare da ieri a battere una seconda moneta, è l’UNICA via per evitare la macelleria. Ma quanti sono disposti ad ammetterlo? Quanti sono disposti ad ammettere che le scelte appoggiate in passato, e anche ora, erano e sono sbagliate? Quanti sono disposti ad ammettere che, nonostante la loro intelligenza e la capacità critica di analisi che pensavano di possedere, non hanno capito nulla di ciò che succedeva e, per anni, hanno fatto il tifo per la parte sbagliata? Quanti sono disposti ad ammettere che gli “eroi” che hanno scelto, erano quelli sbagliati? Pochi, troppo pochi.

    Blackjack.

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  12. Alessandro Ansuini

    Hai detto bene. quanti sono disposti a rinunciare ai propri privilegi? il punto è che l’informazione è cominciata a circolare liberamente da troppo poco e che, in fondo, nessuno sta così male come dice. il pifferaio ha diffuso un certo benessere e la cura dei “bisogni indotti” funziona benissimo, per cui c’è ancora una partita di calcio da vedere, una battuta di caccia da fare, un vestito da comprare, un cellulare da cambiare, una prostituta da caricare in macchina, un posto in tv da conquistare, e così via. gli intellettuali dici. gli intellettuali stanno ancora giocando alla destra e alla sinistra, che è un po’ come parlare della roma e della lazio, basta farti un giro su nazione indiana proprio in queste ore, dove si discute l’opportunità o meno di pubblicare con questo o con quel giornale, con questo e con quell’editore. siamo lontanucci, anche perché chi protesta o comincia a prendere coscienza viene sedato con un pugno di successo, e l’italiano è solidale quando deve mandare un euro per stare con la coscienza a posto, per il resto si guarda i fatti suoi e basta, con la sua bella mentalità mafiosa. e quando dico mentalità mafiosa mi riferisco all’insofferenza per i regolamenti, al ti faccio un favore poi me lo rifai, alla macchina in seconda fila, al mio cugino lavora in comune per cui faccio presto a rinnovare la carta d’indentità, al mio zio fa il carabiniere e mi faccio togliere la multa, all’occasione che fa l’uomo ladro, e l’italiano questa occasione non se la fa sfuggire nemmeno se lo minacci. non è un caso che proprio il nostro paese sia divenuto un laboratorio a cielo aperto per ciò che concerne la democrazia. siamo l’avanguardia di quello che succederà alle altre nazioni europee fra qualche anno, se non saranno attente. perché siamo il terreno più fertile. popolo remissivo e opportunista. non sarei così ottimista, come dicevo nel primo commento, anche perché ipotizzando una diffusa presa di coscienza lo scenario che si apre è un bagno di sangue. e se la storia ci ha insegnato qualcosa è che ogni rivolta porta ad un’altra restaurazione, di solito peggiore della precedente, più subdola, più mascherata.

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  13. elio_c

    Avevo notato anch’io l’articolo di Barnard, è un ottima sintesi delle questioni alle quali già da un anno, allarmato dagli stupendissimi spettacoli di questa crisi, sto dedicando il meglio della mia attenzione. Tento di risalire alle fonti migliori, di mettere a confronto le diverse posizioni. Non è facile: è un quasi un “continuum” che porta facilmente a deragliare: dal signoraggio, agli Illuminati, ai..ehm, ergh, i “rettiliani” 🙁
    Certi fatti sono innegabili ma rimandano a complessità annichilenti. Per me è triste constatare di non essere semplicemente in grado di decidere fra la posizione della scuola austriaca (Murray Rothbard, eventualmente corretto da Antal Fekete) che, nel rivelarsi dell’oscena essenza dello Stato, sembra prendersi una clamorosa rivincita morale, e quelle dei vari Zarlenga, Auriti ecc. Approfondendole, le questioni diventano sempre più filosofiche, affascinanti ma quasi inutilizzabili “socialmente”. E che dovremmo fare? Metterci ad invocare il caos, l’avvento di Cristo, moltiplicare le comuni, le Münster? La decomposizione di una società ipertrofica come la nostra sarebbe terrificante.. è necessario anzitutto che la gente continui a lavorare, i trasporti a funzionare, altrimenti è subito fame, forse cannibalismo. Se ciò che dice Barnard è vero, ed io “stimo” che ci possa essere al massimo un 30% di esagerazione, retorica o ideologica, bisogna innanzitutto che emerga una verità chiarificata, non impugnabile dal ceto intellettuale già “comperato” da poteri che possono comperare tutto, a legioni. Nel caos, impotenti e dominati come siamo, abbiamo tutto da perdere, possono venire a prenderci a casa quando vogliono. Quindi dobbiamo difendere la libertà ordinata e la democrazia, a costo di passare da ingenui (e lo siamo stati, eccome!). Perché è la nostra unica difesa.

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  14. lucy

    a me fa un po’ sorridere l’idea di aver tifato per la parte sbagliata. perché se prodi, per esempio, era la parte sbagliata, questa allora, è quella giusta! giusta per finire come un paese sudamericano degli anni 70, mica l’argentina di oggi, no, quella di evita e dei colonnelli. stiamo scivolando verso un azzeramento delle coscienze ben precedente alla consapevolezza finanziaria necessaria a guardare dalla parte vera in cui si tengono i giochi e si decide la nostra sudditanza economica e ideologica. a me basterebbe che lasciassero in pace la divisione dei poteri, la costituzione repubblicana, e che certi figuri se n’andassero al diavolo: credo che con meno caos, prodotto da manovre reali o atte a distogliere l’attenzione – poco ci fa – i signori dei soldi dovrebbero muoversi almeno in punta di piedi invece che con scarponi chiodati. e se permetti, caro giocatore, un caos di queste proporzioni, se copre “altro”, non l’ha prodotto la famosa “parte sbagliata”.
    quanto all’euro: benedetto sia il giorno, il mese, l’anno!
    in inghilterrra s’è visto a starsene fuori: al primo scricchiolìo…

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  15. annamaria orlandi

    Le teorie fin qui esposte sono molto interessanti:ad analizzare la genesi profonda di certi fenomeni si rimane veramente spiazzati.La crisi che il nostro paese sta vivendo oggi,però,è talmente grave che richiede una seria presa di coscienza ed azioni di contrasto rapide. Non mi riferisco solo alla crisi economica,ma a quella istituzionale. Non ci stiamo calando velocemente in un regime autoritario? Lottare contro i mulini a vento è sicuramente gratificante,ma sterile.Prima viene il pensiero e poi l’azione,si può ribattere, ma quando Sagunto brucia…….

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  16. Giocatore d'Azzardo

    Elio: difendere la libertà ordinata e la democrazia. D’accordissimo, ma si può fare se quello è l’obiettivo dei più. Siamo così certi che sia l’obiettivo dei più? E, soprattutto, siamo così certi che sia chiaro a tutti cosa significa? Non capisco invece l’affermazione: “Se ciò che dice Barnard è vero”. Riporta dati ufficiali, nel suo articolo, non inventa nulla e inserisce tutti i link necessari per verificarne di persona la correttezza. O è vero, ciò che scrive, oppure diciamo chiaramente che Barnard è un pirla e produciamo dati alternativi: non possiamo più permetterci di tergiversare con dubbi da prefiche e dobbiamo decidere da che parte stare. Così la vedo io.

    Alessandro: hai infilato il dito nella piaga. Noi siamo il PROBLEMA!

    Lucy: la tua ignoranza economica è lapalissiana e sono estremamente interessanti i tuoi interventi perché, lo ribadisco, sono il prototipo del “ragionamento medio”, provocato da anni di balle atroci propinate a cascata e digerite. Il vero baluardo a difesa di chi ha creato questa situazione. Ti prego: continua ad argomentare!
    Per quanto riguarda l’euro, cara Lucy, basterebbe un minimo di capacità autocritica per comprendere, ad esempio, che:
    1) oltre a una prima svalutazione secca del potere d’acquisto del 3% e rotti, causata da quel cambio paranoico a 1936,27 lire, non credo di dover argomentare molto per spiegare come, in pochissimi anni, una pizza da 5000 lire sia diventata 5 euro, il giornale da 1000 lire a 1 euro, etc…
    2) l’euro, da quando è stato introdotto, ha subito una svalutazione reale superiore al 40%, la cara vecchia liretta nemmeno con l’intervento del duo delle “meraviglie” Ciampi/Amato era riuscita in tanto disastro
    3) ah sì, la stabilita per i piccoli investitori: fai un giretto dalle parti di quelli che hanno aperto un mutuo, per la casa o per qualunque altro motivo, e spiegagli come l’euro non è vero che li ha fregati, ma li ha salvati dai disastri della lira
    4) la Gran Bretagna, e qui riemerge la tua ignoranza economica (ammantata da quei pregiudizi di parte che rendono tutto bello), non è in crisi perché non è entrata nell’euro; è in crisi per ben altri motivi e, tranquilla, un attimo prima di affondare qualcuno la porterà nell’euro e scaricherà la merda di quel paese su tutti gli altri
    5) forse non ti ricordi, ma non tutti i paesi hanno adottato l’euro. Danimarca e Svezia ne sono fuori e non mi risulta che siano messi peggio di noi e che bramino dalla voglia di entrare nel calderono.
    6) non l’hai ancora compreso, ma nel momento stesso in cui è entrato in vigore l’euro, noi abbiamo messo la nostra vita nelle mani di un gruppo ristrettissimo, non eletto da nessuno, che fa e disfa le economie come vuole. E non possiamo PIU’ dire NULLA!

    Ma sì, rilassati, non cambierà nulla, quelli/e come te sono la maggioranza, e Prodi continuerà a rimanere “l’eroe” dell’euro e potrai decantarne i vantaggi per altri cinque anni 🙂
    Poi, non capisci, nonostante il latino non vuoi capire: dobbiamo smetterla di tifare acriticamente per una parte o per l’altra. Da questo punto si dovrebbe partire.

    Blackjack.

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  17. lucy

    eh eh eh eh eh! non perdi occasione, eh? meno male che sai tutto tu. infatti io so cose che tu non sai, e che riveli di non sapere facendo riferimento al mio latino. quanto hai bisogno di rifarti ogni volta con gli stessi discorsi e le stesse offese, frustratone mio! ma oggi è la mia festa e ti auguro di cuore quella luce che ti manca e che ti fa essere prima di tutto un gran maleducato.
    scusa fabri.

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  18. elio_c

    @BlackJack dicevo “se questo è vero” (stimando che lo fosse al 70%) perché consideravo la capacità dell’avversario di trascinare la discussione entro un paesaggio di complessità (matematica e concettuale) tale che ad certo punto agiscono soltano i marcatori esteriori di autorevolezza, e su questo piano non c’è scampo: essi potranno trascinare dalla loro qualsiasi giuria di onesti incompetenti (quali ci siamo lasciati essere) dimostrando che il diavolo non è poi così nero, che certe durezze derivano direttamente dalla natura matrigna mica da loro.. chiaro che non devi convincere me, perché sostanzialmente ti appoggio, anche se mi sei un po’ caduto su Darwin 🙂 Trovo azzeccate anche le parole di Ansuini, che mi fanno ritornare al sentito tema di ciò che “posson fare” i poeti. Beh, io non capisco perché dovrebbe mai venire da loro una risposta, così come mi sembrerebbe assurdo che la si aspettasse dai pittori, dai bottegai o dagli ebanisti. Essi sono ignoranti quanto noi, soltanto che sono stati viziati ad immaginarsi come dei profeti. Ebbene, questo dovrebbero fare: rifiutarsi di poetare, di dipingere, di performare, di ballare, di occuparsi della propria sublime ed inimitabile interiorità, fino a che non vengono chiarite collettivamente certe cose (ah! certo, alcuni campano di quello, beh, per loro facciamo un’esenzione, non cambierà molto). A me piacerebbe tanto sapere perché un “Umberto Eco” che tanto mi ha aiutato a mettere ordine in certi difficili domini, non si spenda un poco in queste faccende, in un senso o nell’altro. Ma forse, come Travaglio, non ne capisce nulla neppure lui.

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  19. Roberto Plevano

    E’ vero! Lucia dicitur a luce. Lux enim habet pulchritudinem in aspectione. Auguri!
    (seguo la discussione, interessante. Lucy, ammetterai che Prodi è un tecnocrate. Rispettabile, per carità, ma non facciamone un totem)

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  20. Giocatore d'Azzardo

    Lucy, ma fai così fatica ad ammettere che sei ignorante (non conosci, e si vede) in materia economica? Io non mi metto sicuramente a disquisire di latino con te (mai sopportato e preferisco i numeri e, quindi, mai fatto), ma da lì a distribuire del frustrato, beh, quella che offende, come sempre, sei tu.

    Elio: i numeri (i dati di fatto) citati da Barnard sono veri al 100%. L’unico rischio che si corre è che siano sottostimati, almeno rispetto alla capacità reale d’impatto delle strutture finanziarie. A quelli mi riferivo, non ai commenti di Barnard; che trovo comunque appropriati ed equilibrati.
    Per quanto riguarda Darwin, non voglio riaprire la querelle, constato solo che probabilmente partiamo da presupposti diversi; presupposti che non sempre possono essere spiegati. Rimane il fatto che Darwin è un bidone :D:D:D:D:D:D:D (sto ridendo, se non si è capito)

    Blackjack.

    Rispondi
  21. Giocatore d'Azzardo

    Sintomatico anche che nessuno abbia ritenuto di commentare il post su Bophal della Augustoni. Anche se quella strage non meriterebbe commenti, ma ben altro.

    Blackjack.

    Rispondi
  22. lucy

    roberto: prodi un totem? come diceva guzzanti, semmai un semaforo: immobile come un semaforo! io non ho miti di nessun tipo, né fedi sconfinate in nessuna teoria economica, né “ufficiale” né “sotterranea”.
    giocatore: sbandierare pistolotticamente il proprio sapere non è di per sé sinonimo di conoscenza. così come “tacere su” non è sempre segno di misconoscenza o ignoranza o disinteresse. e poi a me i numeri, il calcolo, fanno un po’ senso. è giusto che sia così: che non siamo uguali e che ci fronteggiamo. tu però esageri sempre, personalizzi. ho come l’impressione che ti piacciano le donne zittine – belle, obviously – e che tu abbia un misto di paura e fatidio per chi ti contraddice, ho come l’impressione, specie se di sesso opposto. non è nenache più tanto di moda, su. e poi: che ne sai da quattro righe? ma dire a te queste cose fa meno di niente.

    Rispondi
  23. lucy

    rob: grazie degli auguri.
    sono auguri che allargo a tutti i lpelsiani, per l’importanza del culto di santa lucia, per quello che rappresenta per la mia città e da un capo all’altro d’italia, fin su su nel nord più profondo, per il simbolo, per la devozione che ne ebbe dante stesso: ecco, uno dei miei miti, a proposito di politica donchisciottesca!

    Rispondi
  24. Giocatore d'Azzardo

    Lucy, continua a commentare, ti prego. Sei la dimostrazione lampante di come, un’intelligenza in scatola, riesca a sostenere questo sistema, a favorirlo. Sei la dimostrazione lampante di come, a fronte di un argomento importante, l’ARGOMENTIO, basti una sola voce come la tua per mandare tutto a puttane. Lo sei: che tu voglia o no. Dai, forza, continua, dai fondo alla tua dialettica e al tuo ego, continua a sovrapporre non senso al non senso: manca solo la citazione in latino ed è fatta. La strada per l’apice è tracciata.

    Blackjack.

    Rispondi
  25. fabrizio centofanti

    nel giorno di santa Lucia sono impegnato allo spasimo con la festa del centro giovanile fondato da don Mario.
    propongo quindi un armistizio tra il Giocatore e Lucy, cui auguro il meglio possibile in questa vita e nell’altra (visto che hai citato L’Alighieri).
    un abbraccio
    fabry

    Rispondi
  26. lucy

    io credo che i frequentatori di questo blog mi benedicano quando intervengo e ti faccio arrabbiare, così la pianti.
    lo sei, cosa? un esempio lampante etc., o una di quelle signore che hai nominato? :DDDD
    lo vedi che hai bisogno di un corsino di italiano in scatola?
    oppure di galateo. vedi tu.

    Rispondi
  27. annamaria orlandi

    Barnard sostiene che Alfano è uno spaventapasseri che ci distoglie dalla vera catastrofe,quella iniziata con Cassano…Ho già paragonato la finanza mondiale alla Spectre di bondiana memoria.Quello che non condivido è chiamare minuzie le porcherie italiane,che non hanno certo matrici diverse: paradisi fiscali,società fasulle che riciclano i soldi della mafia,conflitti d’interesse abissali ecc.In poche parole prendiamo atto che il crollo del muro di Berlino sanzionò il crollo del comunismo,mentre l’esplosione di questa crisi mondiale,figlia del capitalismo selvaggio,non ha prodotto il crollo del capitalismo,come sarebbe stato logico, o almeno il suo ridimensionamento,ma lo ha forse rafforzato.Questo è un grave pericolo.Credo, però,che la nostra democrazia ne stia correndo uno altrettanto grave e non metterei le due cosein contrapposizione,in quanto facce della stessa medaglia. Mi scuso per la mia ignoranza in economia (ho solo una modesta laurea in filosofia)ma l’argomento è veramente importante per non tentare un approfondimento.

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  28. roberto bugliani

    Forse, almeno buona parte di noi (utenti-commentatori) abituati da vari anni a prender parte e posizione, PCI contro DC, PD contro PDL, “centrosinistra” contro “centrodestra”, “repubblica” contro “il giornale”, siamo oramai affetti da compulsione dicotomica. Ma con gli scenari e i riferimenti politici nazionali e internazionali mutati da circa una decina d’anni, le dicotomie (se allora valevano qualcosa), oggi non valgono più. Ci sono stati spostanenti di campo notevoli, sullo scacchiere internazionale si sono riposizionati fiducie e consensi, per cui oggi, a mio avviso, le dicotomie (esemplifico rozzamente) Bersani VS Berlusconi, o “repubblica” VS “il giornale” lasciano il tempo che trovano, a livello di contrapposizione radicale. Forse dalla dicotomia sarebbe meglio passare alla dialettica, che un superamento almeno lo indica.
    Quanto agli intellettuali, e mi riferisco agli intellettuali nel senso di coloro che svolgono lavoro intellettuale retribuito, be’, non vedo perché aspettarsi da loro una parola particolarmente illuminante e tantomeno perché si attribuisca loro, in qualità di cittadini, responsabilità più grandi o gravi di altre categorie di lavoratori. Quando gli intellettuali li togli dal loro specifico, spesso e volentieri prendono cantonate madornali in politica, e se si fa l’elenco di artisti che si sono “sbagliati” nelle cose politiche, esso risulta più lungo di quello delle vittime civili del bombardamento di Dresda. Se poi a questo elenco ci si aggiunge quello dei “voltagabbana”, allora il numero diviene tale che nemmeno la Valle di Giosafat lo può contenere.

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  29. Roberto Plevano

    @ Alessandro e Black.
    Io di economia, personale, politica, macro e micro e metrica, capisco ‘na mazza.
    Però ho pensato, tra pifferi e pifferai: se Silvio (insieme forse a Giulio, ma lui mi pare infido e doppio) sta davvero combattendo conto il signoraggio bancario, cioè contro Mario, allora si può comprendere la ragione per cui Silvio abbia cercato (e forse ricevuto) il sostegno di poteri forti esterni e concorrenti al Sistema Multinazionale dei Vertici delle Banche (pluto-massoniche, giudo- si mormora sottovoce): la Mafia e la Russia.
    Strano, mi pareva che Silvio avesse altri interessi, ma senz’altro erano una campagna mediatica orchestrata sul nulla, oppure un’altra abile copertura per sviare e ingannare il popolo.
    N.B. Questo commento è rilasciato dal commentatore in tono scherzoso. Non intende suggerire supposti comportamenti illegali o illeciti dei nostri vertici istituzionali. Non intende provocare ulteriore discussione.

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  30. Giocatore d'Azzardo

    Annamaria, non credo che Barnard, nel suo articolo, solleciti ad abbandonare le “minuzie”; semplicemente ristabilisce pesi e misure e i pesi e le misure che emergono sono DRAMMATICHE: Finanza batte Mafia 118 a 1. La proporzione mi pare sufficientemente chiara.
    Che la vicenda sul Lodo Alfano sia solo uno spaventapasseri, come tutte le altre, è un dato di fatto: il Trattato di Lisbona ha cancellato, a partire dal 1° Dicembre, le costituzioni di TUTTI gli Stati europei, con qualche piccola eccezione. Fosse solo questo. Mentre noi litigavamo per CAZZATE, hanno reintrodotto, tanto citare un punto comprensibile a tutti, senza distinzione, la pena di morte e, se non lo sai, non sono PIU’ ammesse le manifestazioni contro l’Unione Europea. Chi dovesse azzardarsi sarebbe automaticamente classificato come TERRORISTA; a discrezione delle forze di polizia 🙂 Vorrei inoltre ricordarti che la sinistra è stata, e io non ho ancora compreso perché, la sostenitrice assoluta, senza mai alcun dubbio, di questa procheria e, per raggiungere l’obiettivo, ha messo in campo tutta “l’artiglieria”. Se uno dovesse leggere il Trattato di Lisbona, non potrebbe non porsi una simile domanda.
    La mafia non è un’inezia, ma la mafia NON fa leggi pan europee che influiscono sulle vite di tutti; lavorano localmente, per grandi che siano sono e rimangono locali e non possono agire in modo sistemico sulle economie mondiali e sulle vite di tutti. Non mi pare una differenza di poco conto.

    Bugliani, condivido quasi in toto il tuo intervento, tranne quando, nel passaggio finale, deresponsabilizzi gli intellettuali e chi, aggiungo io, ha avuto la fortuna di poter studiare. Comunque sono gli “intellettuali” la cinghia di trasmissione delle notizie. Argomento da approfondire.

    Plevano, vale lo stesso discorso fatto con Lucy: sei il prototipo del sistema. Incapace di separare simpatie personali, vecchie ideologie, quello che vuoi, dall’analisi dei fatti. E allora emerge l’accoppiamento fra Mafia e Russia quasi fossero la stessa cosa. Tanto per chiarire: io ho antenati Russi e pure un pezzo di cognome Russo, evita quegli accostamenti e, quando parli di un popolo che ha sofferto come quello Russo, prima sciacquati la bocca.
    Lo spostamento verso i paesi dell’est da parte di Berlusconi è invece un dato di fatto. Una scelta vincente, nata anni fa, e che sta creando molto fastidio. Fu una scelta coraggiosa, fatta controcorrente, che sta dando e che darà risultati importanti per tutti.
    Il resto mi paiono cazzate e, quando mi si parla di regime, vorrei chiedere a tutti quelli che si riempiono la bocca con questa parola, come può essere regime un sistema politico che, al rovesciamento dei risultati alle prossime elezioni, cancellerebbe completamente quanto fatto dall’attuale governo. Qualcuno me lo spiega come può essere regime un sistema che può, almeno apparentemente, andare in crisi per le tirate di un Fini qualunque che ha deciso, dopo anni incolore, di voler contare qualcosa?
    Siamo seri per favore e guardiamo, una volta per tutte, i regimi veri, quelli che nessuno di noi elegge e nessuno può dimettere: le commissioni europee (il vero organo di governo che abbiamo ora) e le banche centrali.

    Blackjack.

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  31. Alessandro Ansuini

    roberto, dopo la buffonata di stasera le comiche sono a un passo. berluschi è il nostro corona, abbandonato da tutto e tutti. fortuna che lui ha la fiction. 🙂

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  32. Roberto Plevano

    Alessandro, guarda te, uno cerca solo di fare un po’ di spirito (amaro), e la nazione accelera il suo psicodramma, un fatto che, mi pare, in molti attendevano. Aspettiamoci toni (speriamo solo quelli) sempre più accesi: sento già alla radio le accuse di responsabilità politiche e mandanti morali.
    Sulla questione del signoraggio bancario, mi piacerebbe molto saperne di più. Informazioni ce ne sono, ma non so bene come prenderle.
    Ultimamente, sto esaminando alcuni periodi storici, tra cui il sec. XIV in Italia (fallimento dei Bardi e Peruzzi e crisi del comune fiorentino) e la gloriosa rivoluzione inglese (fondazione della Banca d’Inghilterra, società privata, 1694). Mi pare che il movimento monetario moderno parta da lì.
    Tornando alla cronaca, io mi auguro che da parte della maggioranza dei pensanti ci sia uno sforzo di riconoscere le ragioni altrui: sembra una cosa ovvia, in una democrazia, ma a leggere certi commenti, anche qui in LPELS, felix insula, c’è un po’ un’atmosfera da menare le mani.

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  33. lucy

    è stato difficile trattenermi ieri sera…
    ciò che accade è lo specchio di un atteggiamento complessivo “braòso” che non porterà nulla di buono. quanto meno saremo frastornati da deprecazioni indignate sulla violenza dello scontro attuato dalla sinistra: ma magari! invece, senza muovere un dito, d’accordo con roberto, anche qui si incappa talora nella rissa da trasmissione televisiva, con lancio di accuse. io vorrei essere lasciata in pace nella mia “ignoranza” economica (presunta e unilateralmente pre-stabilita) e nel mio propendere per la sinistra (essendo in realtà fondamentalmente liberale). lo scambio non può avvenire nel pregiudizio, né nel ritenere chi ci “ascolta” una manica di incapaci, dementi, disinformati, prodotto del sistema e qua qua qua. oh, l’ho detto!
    prepariamoci al “santino”: perché non lo mettiamo direttamente nella culla tra il bue b. e l’asinello t.? finìmola!

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  34. Giocatore d'Azzardo

    Plevano, perché, se la parte importante del tuo commento erano solo le parole in grassetto, hai scritto anche il resto? Avresti potuto limitarti al grassetto. Non ho capito questa: “ma a leggere certi commenti, anche qui in LPELS, felix insula, c’è un po’ un’atmosfera da menare le mani.”. Me la spieghi?

    Blackjack.

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  35. Roberto Plevano

    Guarda, senza entrare in polemica, se tu parti dal pregiudizio che sull’altrui opinione basti una sola voce come la tua per mandare tutto a puttane, oppure sostieni che gli altri sono ignoranti, incapaci, e affermi, ti cito, sciacquati la bocca prima di ecc., su un commento che non aveva nessuna pretesa di tranciare giudizi, ma anzi, faceva il verso a quello che si trova sulle cronache di questi giorni, allora il clima di discussione non può essere pacato. Ecco tutto.
    La comunicazione in rete, l’ho sperimentato a mie spese, fa scivolare inconsapevolmente nel tagliare i panni addosso alla gente, nell’invettiva becera, nell’insulto. Da ciò desidero tenermi alla larga, con tutti i miei limiti.
    Sono sicuro che di fronte a un caffè, al bar, sei una persona amabile, colta e di piacevole conversazione.
    Detto questo, guarda, siamo tutti ignoranti, proprio sulle cose più importanti. L’importante è possedere un desiderio autentico di sapere.

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  36. Giocatore d'Azzardo

    Che debolezze vuoi trovare negli argomenti di North? Forse qualche debunker del sistema, oppure chi non vuol capire. Belle le conclusioni di North; e ora? Quanti si sono presi la briga di leggerlo? Proviamo a fare una conta 🙂

    Blackjack.

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