Niente di meglio che perdersi:
in frazioni, curve, tornanti, noi
come serpente, come corda
senza l’impiccato, come molle
per il bucato, come cioccolato.
Parlavo di manto autostradale,
dicevo di cose immense, ma tu
in effetti sei l’elastico che tende
questo momento verso l’alto;
e io non so, io non so più niente.
[Immagine: FK – Japan Stijl.]


Semplicemente, mi piace:)
Bella e bentornato.
Perdersi nel groviglio, eppur seguire la tensione verso l’alto. Tuffarsi nel molteplice e confondersi, e tuttavia scoprire.
Bella, Franz, grazie.
ha un ritmo molto riuscito
Franz, mi stai diventando montaliano? La tua rabbia stinge verso la malinconia? Il calcolo dei dadi più non torna, e io non so chi va e chi resta.
Montaliano con fantasia. A scrivere è bravo.
Franz sei teso e pronto allo scatto, come un elastico (appunto). Bravo.
PVita
Ho sempre creduto nelle tue capacità e questi versi più raccolti me ne danno conferma.
ti abbraccio, carissimo Franz.
jolanda
grazie mille a tutti.
sto tentando di “ammorbidirmi” almeno in poesia, è vero.
Anche io ho trovato un sapore montaliano in questi versi di Franz.
Sarà che stiamo preparando un recital dedicato a Montale il profeta?!
Titti
Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi , vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore da ubriaco.
Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
da Ossi di seppia, 1925