[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=jTBPLrpziqs&feature=related]
da qui
Ogni tanto penso a Italo Calvino. Immagino che sensazione proverebbe nel mare di parole che rischia di sommergerci ogni giorno; parole grezze, buttate lì come viene per riempire un vuoto sempre più inquietante. Siamo inondati da messaggi omogenei, fabbricati con le stesse frasi, prodotti coi medesimi clichés. Come reagirebbe lui che lavorava su ogni singolo vocabolo, plasmando un concetto fino al punto da renderlo perfettamente levigato, depurato dai residui dei luoghi comuni e degli slogan? Ai funerali dico sempre che dovremmo, oltre a piangere il morto, raccogliere la traccia che ha lasciato, custodire l’eredità trasmessa. Ecco: freniamo la deriva, trattiamo ogni parola come una pietra preziosa da maneggiare con riguardo.

fra un mese esatto saranno passati 25 anni dalla sua morte; non mi pare siano previsti eventi in sua memoria, eppure sarebbe bello fare un bilancio di questi 25 anni a partire da ciò che ci ha lasciato in eredità.
un abbraccio, fabry
f&r
Bella riflessione finemente cesellata da un orafo della scrittura:-)
Ora tocca a me e la butto li’ cercando pero’ di evitare slogan e parole grezze: perche’ LPELS non raccoglie l’idea lanciata da f&r e fra un mese celebra Calvino con un post plasmato su di lui e la sua preziosa eredita’?
Fantasia e concretezza, estro e buon senso, il giusto equilibrio.
Puntare sempre in avanti, progredire ma saper godere di quel che si ha fino in fondo.
Memoria, logica e una parola per ogni cosa per evitare l’astrattismo e la globalizzazione del pensiero che con essa prende forma. Sembra un’utopia e invece, se ci fermassimo un attimo su queste semplici cose avremmo trovato la via della felicità una parola mai vuota eppure spesso svuotata di senso.
Come dici tu don, raccogliere l’eredità, migliorare e trasmettere per evitare la deriva di una fine del “mondo” annunciata.
Grazie professore per averci donato parole adeguate e tanta semplicità.
Concordo, perchè non celebrare Calvino partendo da Lpels, considerato che Fabrizio ha scritto uno dei suoi primi libri su questo autore e uomo? Un libro che suggerisco di leggere se ci suggerisci dove trovarlo.
SM
“…oltre a piangere il morto, raccogliere la traccia che ha lasciato, custodire l’eredità trasmessa. Ecco: freniamo la deriva, trattiamo ogni parola come una pietra preziosa da maneggiare con riguardo…”
Parole, Fabrizio, che condivido appieno.
Grazie
Giovanni
bella intervista, anche, impariamo delle poesie a memoria, anche da adulti, estraiamo delle radici quadrate, chi non ricorda come si fa, venga qua che gli dico io una parolina….
grazie di cuore, cari.
magari si potesse organizzare qualcosa per Calvino: con me sfondate una porta aperta.
Anthony, non ho nessun dubbio sulle radici quadrate: con me dovresti lavorare sodo!
“Tutto quello che abbiamo ci può essere tolto da un momento all’altro….. può sparire in una nuvola di fumo”: quanto è importante riuscire ad apprezzare quello che si ha o che si è! A volte infatti diamo tutto per scontato, ma ci dimentichiamo che nella nostra vita c’è stato un periodo durante il quale abbiamo fortemente desiderato tutto quello che ora abbiamo….
proprio vero, cara!
sì, le parole sono importanti. ho scritto un post, qualche mese fa, sul loro fascino, ricordando un altro scrittore, Mario Rigoni Stern.
http://fuma62.blogspot.com/2010/03/il-mistero-delle-parole.html
siamo in completa sintonia, Silvia.
“Ai funerali dico sempre che dovremmo, oltre a piangere il morto, raccogliere la traccia che ha lasciato”. Sì, raccoglierla quando si tratta di morti “privilegiati”, che hanno lasciato cmq una traccia dignitosa, piccola o grande che sia. Ma quando si tratta di morti che hanno lasciato evidenti tracce di malaffare, come ci si deve comportare? Intendo laicamente, oltre al doveroso pianto cristiano.
lì c’è poco da raccogliere, Roberto, salvo la pietà per una vita comunque umana, sulla quale non spetta a noi l’ultimo giudizio.