di Franz Krauspenhaar
Quand st co t vor av alm 5 min : 1 p parl 2 p accar 3 p guar 4 p sfior 5 p rimet ind l’orol e ricom da iniz///
Io no s cos si l’amor, o no m è dat saper. Ma s i brivid ch prov quan t ved, i nod al gol quan t parl, l timidez d u bamb quan t st accan, so amor… b, allor i t am///
Quan t h vist avev paur d parla, quan t h parla avev paur d baciar, quan t h baciat avev paur d amar, or ch t am… no h pi paur d nien///


colpito!
…una curiosità: ma far venire fuori quella con la pistola cosa hai digitato? 😉
Eccznl frnz!
Monologo dolce Franz.
Ek: ho digitato “pistola”.
Bisognerà integrare il Cappelli (Dizionario di abbreviature latine e italiane), non sarà cosa facile né indolore. Ma questa parodia (lo è? Voglio sperarlo) è davvero azzeccata, adatta alla ricorrenza odierna e allo spirito dei tempi.
Sì, Roberto, è una parodia. Questa è una delle feste più imbecilli in circolazione, secondo me.
E’ il tarlo d’amore che rode le lettere, oppure il vento, come dissero negli anni Sessanta i due maggiori poeti del secolo:
Franco IV e Franco I (chi se li ricorda?):
“Ho scritto t’amo sulla sabbia
e il vento a poco a poco se l’è portato via con sè…”
grande franz!
Sottoscrivo totalmente la sua affermazione, Herr Franz.
Azzarderei un: a più imbecille in assoluto !
Se non ci fossero le feste della Padania a contenderle il primato…:o)
Ho dimenticato due cose:
la ‘l’
E di complimentarmi per il post molto carino, FK!
a Franz: un po’ di miele d’acacia contro l’acidità (di stomaco).
Valter: i due poeti nichilisti che tu citi rimandano direttamente ai più grandi di tutti in campo 45giri dello strutto amoroso: I PROCOL HARUM. Ora io non sono così attempata (…), ma ho ereditato tutti i dischi di mamma, babbo e zio, facendomi del male da piccola. Canzoni come SENZA LUCE (A WHITER SHADE OF PALE che hanno tradotto pure in finlandese), L’ORA DELL’AMORE etc etc, possono compromettere la vita di una fanciulla innocente per sempre.
Non vorremo dimenticare il mitico Mogol:
“…non ti chiedo perdono perchè tu sei un uomo..”
(Mogol- Battisti – Comunque bella)
Un collettivo femminista romano aveva messo una taglia sulla sua testa.
Franz,co.s..ati! d.m..i è la f..t. dei s.i.n.g.l.e. 😉
@Francesca
Samba pa ti, interpretata da Fausto Papetti, quella sì che comprometteva etc etc…
Marco
Di quanto???
Valter: ADORAVO QUELLA CANZONE! (eppure sono un po’ femminista pure io. Ma non ti chiedo perdono perché tu sei un uomo mi ha sempre suonato come una gran presa in giro: UOMO=FESSO…)
Marco: pure quella tra i miei 45 giri!
C’è chi usa il macero: i miei amici, familiari, etc etc usano me.
eh, Antonella ma con Gainsbourg-Birkin ci stendi tutti.
Vabbè andiamo più sul platonico! …
Io camminavo nella notte,
oramai non dormo più
quando ho incontrato una ragazza
che era sola come me
aveva il viso di un bambino
aveva tutto e sai perché…
Aveva gli occhi dell’amore, verdi
come due lacrime d’amore, grandi
aveva gli occhi dell’amore, verdi
m’innamorai di lei
lei di me.
Abbiam girato per le strade
come rondini perdute
abbiam vissuto mille anni
nello spazio di due ore
quando il mattino ci ha svegliati
senza parlare L’ho baciata…
Aveva gli occhi dell’amore, verdi
e L’ho baciata perché amo lei
aveva gli occhi dell’amore, verdi
m’innamorai di lei
m’innamorai di lei
lei di me
hm hm hm hm hm
lei di me.
Credi, credi…
Aveva gli occhi dell’amore, verdi
come due lacrime d’amore, grandi…
Forte come sempre!Vi vedo anche una parodia del linguaggio degli sms. Sbaglio? Oggi molti comunicano anche l’amore (o qualcosa di simile) solo via cel. Ci si relaziona solo (o cmq troppo) con la tecnologia. Mah…eppure ho 27 anni non 200 però non riesco proprio a concepirle queste cose. Scusate questo pistolotto ma mi è venuta questa riflessione, sarà San Valentino?:-)
Un caro saluto
@Francesca
allora tra i tuoi 45 avrai pure “it’s five o clock” degli Aphrodite’s Child per ricordare questa “dolce festa” o sei stata risparmiata dalla voce vellutata di Demis?
(Marco….
it’s five o’clock and I walk through the empty streets…
è bellissima!)
ed ora vado prima di invadere tutti i commenti con il romanticismo dei baci Perugina – che sono trash puro, ma sempre meglio degli sms di cui dice Luca.
la cosa più tremenda è che ho capito tutto alla prima lettura! mi devo preoccupare?
-Amore, cosa sei come ti
chiami?
Io non ho nome, ma se tu senti
in te sporgersi rami
in te aprirsi sorgenti
se sei pronto a incendiarti
ma solo per rinascere
se ti rapisce un essere
altro da te e tu vuoi
che sia felice e fai
della sua gioia il tuo scopo
se impari poco a poco
la dolcezza difficile
del pianto e del perdono
tu sai che cosa sono
tu ami.
Giuseppe Conte, 2007
(e poi ditemi se questa non è Poesia! [erompe in lagrime, lo portano fuori in lettiga, n.d.r.]
Oh, Franz, stai scrivendo versi sempre più belli.
Love-love-love,
G.
Se tu m’amassi…
Ma no che non t’ammasso.
Enzo Iacchetti
Grazie Franz!
In primis per l’immagine al sapore di Nikita (ovazione per Besson!) e per l’anti-sdilinquimento d’amore tanto in voga.
Amare non è facile cioccolatino da poter comodamente: comprare-scartare-gustare-digerire.
Richiede più impegno amare (veramente!) che odiare.
Perdonate l’allergia al solo “detto” finché non constato il “fatto”.
Scritto questo: il forte sentire l’amore (mancato/perso/in fieri) è tra le Muse più potenti per Musica e Arte in genere.
Keep this LOVE and nothing else matters
Chiara
P.s. L’Amore è il Big-Bang dell’Italica.
Si deve inventare una lingua per Parlare e per Scrivere d’Amore: ecco l’Italiano!
Habemus: nome e letteratura. Glosse e poemi. Libelli epistolari lessici bestiari. E la sostanza?
Dalla prima epistòla dell’arsenale amoroso di Franz.
🙂
Qualcuno cita Demis Russos, Dio mio quanto siamo vecchi. E Rain and tears ve la ricordate? Meno male che nello stesso periodo c’erano anche i fratelli De Angelis col loro San-do-kan…
Eccome no. Rains and tears.
Sigh…
Rain. Scusax.
intono musica canti e poemi
mentre tu balli ti sciogli
di più
l’acqua si beve per dissetare
mentre ti guardo muoio per te
nella tua pelle migliaia
di stelle
lo spazio cosmico e ancora
di più
dammi la vita dammi l’amore
riprova ancora e non ti fermare
sciolgo le trecce e i cavalli
corrono
e le tue gambe eleganti
ballano
balla per me
balla balla
tutta la notte sei bella
non ti fermare ma balla,
fina a che
non finiranno le stelle
l’alba dissolva in tramonto
io non completi il mio canto
e canto te
(dalle parole del Sommo, nell’a. D. MCMLXXIX)
In tema di Rain & Tears:
– Guns’n’Roses!!!
When I look into your eyes
I can see a love restrained
But darlin’ when I hold you
Don’t you know I feel the same
‘Cause nothin’ lasts forever
And we both know hearts can change
And it’s hard to hold a candle
In the cold November rain
We’ve been through this such a long long time
Just tryin’ to kill the pain
But lovers always come and lovers always go
An no one’s really sure who’s lettin’ go today
Walking away
If we could take the time to lay it on the line
I could rest my head
Just knowin’ that you were mine
All mine
So if you want to love me
then darlin’ don’t refrain
Or I’ll just end up walkin’
In the cold November rain
Do you need some time…on your own
Do you need some time…all alone
Everybody needs some time…on their own
Don’t you know you need some time…all alone
I know it’s hard to keep an open heart
When even friends seem out to harm you
But if you could heal a broken heart
Wouldn’t time be out to charm you
Sometimes I need some time…on my
own Sometimes I need some time…all alone
Everybody needs some time…on their own
Don’t you know you need some time…all alone
And when your fears subside
And shadows still remain, ohhh yeahhh
I know that you can love me
When there’s no one left to blame
So never mind the darkness
We still can find a way
‘Cause nothin’ lasts forever
Even cold November rain
Don’t ya think that you need somebody
Don’t ya think that you need someone
Everybody needs somebody
You’re not the only one
You’re not the only one
Forse abbasso un po’ il tono ma questa canzone mi piace assai, la canticchio spesso…
Un caro saluto
Firenze (canzone triste)
Ivan Graziani
(1980)
Firenze lo sai non è servita a cambiarla
La cosa che ha amato di più è stata l’aria
Lei ha disegnato ha riempito cartelle di sogni
Ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano
Caro il mio Barbarossa, studente in filosofia
Con il tuo italiano insicuro certe cose le sapevi dire
Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so
Una donna da amare in due in comune fra te e me
Ma di tempo c’è ne, in questa città
Fottuti di malinconia e di lei
Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
Ancora un po’ di lei
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
Ancora un po’ di lei
Ricordo i suoi occhi strano tipo di donna che era
Quando gettò i suoi disegni con rabbia giù da Ponte Vecchio
“Io sono nata da una conchiglia” diceva
“La mia casa è il mare e con un fiume no, non la posso cambiare”
Caro il mio Barbarossa, compagno di un avventura
Certo che se lei se n’è andata no, non è colpa mia
Oh lo so, lo so, lo so, la tua vita non cambierà
Ritornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia
Ma io che farò in questa città?
Fottuto di malinconia e di lei
Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
Ancora un po’ di lei
………………………….
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
Ancora un po’ di lei
FRANZ il prossimo post lo scriverei tutto senza vocali, all’ebrea o all’araba, come meglio ti pare. Facci morire!!!
Il tono non si è abbassato: è precipitato e ha provocato una voragine nel suolo. Ritenta, sarai più fortunato.
Felicità
è un bicchiere di vino con un panino
la felicità
Dimenticavo il doveroso tributo (dopo besson e i Guns!) a Sinatra-Tarantino-Uma:
I was five and he was six
We rode on horses made of sticks
He wore black and I wore white
He would always win the fight
Bang bang, he shot me down
Bang bang, I hit the ground
Bang bang, that awful sound
Bang bang, my baby shot me down.
Seasons came and changed the time
When I grew up, I called him mine
He would always laugh and say
“Remember when we used to play?”
Bang bang, I shot you down
Bang bang, you hit the ground
Bang bang, that awful sound
Bang bang, I used to shoot you down.
Music played, and people sang
Just for me, the church bells rang.
Now he’s gone, I don’t know why
And till this day, sometimes I cry
He didn’t even say goodbye
He didn’t take the time to lie.
Bang bang, he shot me down
Bang bang, I hit the ground
Bang bang, that awful sound
Bang bang, my baby shot me down…
*
e per i nostalgici dell’Equipe 84 ecco la traduzione:
Avevamo cinque anni,
correvamo sui cavalli
io e lei contro agli indiani,
eravamo due cow boy
Bang bang, di colpo lei,
Bang bang, lei si voltò
Bang bang, di colpo lei,
Bang bang, a terra mi gettò.
Non si può fermare il tempo,
non si può mutare il vento
quindici anni aveva lei,
ricordo quando mi baciò
Bang bang, di colpo lei,
Bang bang, lei si voltò
Bang bang, lei mi baciò,
Bang bang, e a terra mi lasciò.
Sempre al mondo ci sarà,
chi quei colpi sparerà
Sempre al mondo ci sarà,
chi quei colpi sparerà
A vent’anni all’improvviso,
senza dir perché né dove
se ne andata lei mi ha ucciso
come fosse un colpo al cuor
Bang bang, di colpo lei,
Bang bang, lei si voltò
Bang bang, lei se ne andò,
Bang bang, e a terra mi lasciò.
“Donna felicità” tra l’altro è di Roberto Vecchioni, scritta a inizi carriera quando faceva il paroliere per la “musica leggere” prima di buttarsi in proprio con la canzone d’autore..Scusate la digressione!:-)
Quand vous serez bien vieille, au soir, à la chandelle,
Assise aupres du feu, devidant et filant,
Direz, chantant mes vers, en vous esmerveillant :
Ronsard me celebroit du temps que j’estois belle.
Lors, vous n’aurez servante oyant telle nouvelle,
Desja sous le labeur à demy sommeillant,
Qui au bruit de mon nom ne s’aille resveillant,
Benissant vostre nom de louange immortelle.
Je seray sous la terre et fantaume sans os :
Par les ombres myrteux je prendray mon repos :
Vous serez au fouyer une vieille accroupie,
Regrettant mon amour et vostre fier desdain.
Vivez, si m’en croyez, n’attendez à demain :
Cueillez dés aujourd’huy les roses de la vie
Gian Ruggero, sono in arrivo le “criptorecensioni”, tenetevi forti!:-)
Franz è anche uno sperimentatore. Su Nazione Indiana ha postato dei pezzi-racconto in cui la punteggiatura era stravolta, come esplosa. Sembra facile sperimentare, ma non è così. Ci vuole un rigore particolare per scardinare dall’interno il rigore del potere. E Franz ce la fa molto, molto bene.
che belle canzoni…
ricordate “alta marea” di Venditti?
Te la dedico Franz!
un saluto a tutti
Buona serata
carla
Non è tra le mie preferite d’amore di Venditti ma non è male!
Un caro saluto
OCCHEI andiamoci peso !!!!!
E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall’incubo delle passioni
cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un’immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.
Che orrore questo pezzo battiatesco (e che brutta ricicciatura di un’idea, tanto più fine, che c’è nel Sein und Zeit, no? Sì)
beh, io l’ho detto che c’andavo peso – e dopotutto Heidegger non scriveva canzonette! (per questo me lo ricordo meno…)
Altro è andarci peso, altro è toccare quelli che Carlo Carena (su di lui la gloria) chiama simpaticamente gli abissi dell’orrore, appunto. Besos a ti, néanmoins
…
l’amore è una metamorfosi,
s’increspa il labbro delle colline,
la tua fronte è solcata,
ti disegna gli occhi,
sorridi
di ogni confine
…
(Claudio Lolli)
Fuori dal fuoritema dico anch’io Grande Franz, un po’ a metà strada fra un sms microcefalogeno e Pasquale l’emigrato di “Bianco rosso e Verdone”.
Orrore QUEL pezzo battiatesco???
E’ una DELLE canzoni d’amore, una DELLE…
(Per me).
Love you till tuesday…
(un David Bowie giovanissimo)
Me so’ magnato er fegato/ e quello che c’è n’torno/ amore amore amor/ amore amor/ amore un corno…
E si, me dissi, e intanto m’ eccitai
mejo indisposta mo, che santa mai
e ormai spasimavo dalla voja
me feci strappà pure la vestaia
nun ce vedevo tanto ero partito
verso un traguardo fatto de peccato
ma quano je ‘nfilai la mano sotto
cò la violenza che c’ha solo ‘n matto
restai de ghiaccio ‘n mezzo a quelle
cosce
la mano mia acchiappò dù cose mosce
mai viste cosi’ grosse ‘n vita mia
dù palle come li mortacci sua
Buon ultimo: Franz sei un genio
(oh, sto parlando del commento #56, naturalmente)
Ezio
Una cosa seria, invece, Franz.
Leggendo ad alta voce esattamente quello che c’è scritto è stato come ascoltare un amico sordomuto, che con enormi sforzi ha imparato a parlare (e a fare l’architetto, oltretutto). Parla esattamente così. Era come se stesse leggendo lui. La cosa mi ha colpito. Fine.
e.
… amore sincopato 😉
Ezio, mi fa piacere. Che t’abbia colpito Il sordomuto. Letto qui. Anzi, let q. 🙂
Martina, sì, una specie di sincopato. Già.
Ripenso adesso a come amai interamente
quand’ero ragazzo,
e a come ero sicuro che il mio amore era un angelo,
a come anch’io ero un angelo,
a come eravamo uguali
(ma lei era più uguale di me).
E adesso non dico: tutto questo è falso
perché la vita è diversa, la vita mi ha cambiato;
adesso invece dico: era tutto vero.
Nasciamo angeli e interamente amiamo,
con tutto il cuore del nostro amore ci innamoriamo
come dei bambini che non conoscono il mondo
e interamente moriamo.
Claudio Damiani
Quando nessuno ti ama
la vita diventa grama
si avvita si avvita si avvita
e poi si spana.
Giancarlo Tramutoli
Temporali 2002
SERENATA
Vorrei essere un galluccio di gennaio
per cantare tutta la notte
dietro la tua porta, bella mia.
Non farla dormire, mio Dio,
fa che mi ascolti e si affacci.
«Chi sei tu che canti?» – E tu
viola che spunti tra i ghiacci?
Sono un galluccio forastico:
sei la pollastra che dorme sola
LEONARDO SINISGALLI
“Ognuno uccide ciò che ama.”
AL CAPONE
(dopo la strage di San Valentino)
Franz
mi pare così di aver chiuso
il cerchio tra amore e morte
che tu avevi aperto.
🙂
Grande. Sì, hai chiuso il cerchio.
l’amore è una cosa sciocca
che quando scocca
pare intelligente
perchè scocca al fondo
anche se spesso
è un fondo
di niente.
Scusate di Cupido l’oltraggio
ma se l’amore scocca nella scocca
trattasi di auto-erotismo
o di catena di montaggio.