Quanto manca alla fine del mondo?

di Giovanni Agnoloni

Quanto manca alla fine del mondo? Alla NeXTCon di Bellaria, convention dell’avanguardia connettivista organizzata nell’ambito dell’ItalCon, manifestazione nazionale della fantascienza e del fantasy, il dibattito con Sergio “Alan D.” AltieriSandro Battisti e Giovanni De Matteo su questo e spunto e altri consonanti è stato molto interessante.

La domanda è da un milione di euro, e il grande scrittore e sceneggiatore, insieme a due dei co-fondatori del Connettivismo (il terzo è Marco Milani), lo hanno affrontato con grinta e giusto spirito critico. A loro si sono poi anche aggiunti Dario TonaniMario GazzolaSalvatore Proietti e il sottoscritto. Il tentativo, più che di dare una risposta, è stato di offrire prospettive interpretative e di percorso.

Da che cosa è minacciato il mondo? Senza dubbio da fattori esterni (cosmici e atmosferici, dai meteoriti a spasso per l’universo a tutte le varie forme di inquinamento), ma anche da dinamiche interne. E qui il discorso si fa articolato, perché, oltre alla crisi economica, emerge tutta una serie di problematiche che, legando tra loro in modo improprio livelli di funzione pubblica che dovrebbero restar separati, e inoltre ambiti privati, portano all’impossibilità di individuare un vero “nemico”. Oggi la minaccia è diffusa, e anche se per assurdo si volesse fare una rivoluzione, non si saprebbe quale roccaforte attaccare. E, nota giustamente Altieri, il fatto è che tutto questo si manifesta alla luce del sole: insomma, nessuno si vergogna più a “farla sporca”.

Poi c’è il problema dei “finti”, ovvero quelle realtà apparenti che il mondo dell’economia e quello della comunicazione ci propinano ogni giorno, ma che sono palesemente fittizie. Come le grandezze incommensurabili dei flussi virtuali di denaro, o l’idea stessa di spazio, di fatto annullata dalla reperibilità universale portata dai cellulari e da internet, per di più oggi combinati tra loro.

Davanti a ciò, il pubblico pone una domanda: la fantascienza ha ancora un futuro? O non è piuttosto superata costantemente dalla realtà? Senza dubbio, concordano tutti i relatori, se la si intende come “narrativa di anticipazione” il suo ruolo è pressoché esaurito. Resta però vero, come Altieri sottolinea, che il modo in cui autori come Giovanni De Matteo e Dario Tonani sondano non tanto l’outer space, ma l’inner space, evidenzia che ancora la sci-fi può dare molto. Infiltrandosi nelle pieghe di una società corrotta e marcia fin nelle sue strutture ambientali, il genere infatti può rivelarsi una lente d’ingrandimento e un angolo visuale sul mondo capace di cogliere – come personalmente sono convinto – le dinamiche archetipiche dell’uomo di oggi o dell’immediato domani. Può, paradossalmente, a mio avviso, rivelarsi una nuova forma di “verismo”, animata da una sensibilità aggiornata ai tempi in cui viviamo. Appunto, non tanto un genere, quanto una chiave di lettura, una speciale lente di osservazione.
Perfetto, in un momento in cui il connettivismo si sta infiltrando nel mainstream.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

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