con le ciliegie per orecchini
andar di morte
con la festa del rantolo più breve
[da L’eremo del foglio, 2008]
9 pensieri su “Le sincopi, #3 [di Marina Pizzi]”
robertorossitesta
Tre versi che valgono una summa.
Letteratura, politica, religione, tutto bruciato e assunto nell’immagine che da ultimo brucia se stessa, lasciando nel corpo che attraversa un foro da cui dilagano le luci e le ombre.
Grazie e un caro saluto,
Roberto
L’essere tre versi, l’essere solo tre piccioli versi di questi tre versi, questo è davvero un pregio, al posto delle solite pizzose lenzuolate di parole intercambiabili fra loro. I commentatori però compensano la mancanza fra fori, tra trafitture, di dilagare e lame.
ammutolisco dinanzi i versi di MP – non sai cosa dirne, ma sai che c’è un universo compres(s)o in una febbre dell’ultimo, essenziale – belli, splendidi
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Tre versi che valgono una summa.
Letteratura, politica, religione, tutto bruciato e assunto nell’immagine che da ultimo brucia se stessa, lasciando nel corpo che attraversa un foro da cui dilagano le luci e le ombre.
Grazie e un caro saluto,
Roberto
una trafittura, con lama sottile…
al centro del cuore e degli occhi.
L’essere tre versi, l’essere solo tre piccioli versi di questi tre versi, questo è davvero un pregio, al posto delle solite pizzose lenzuolate di parole intercambiabili fra loro. I commentatori però compensano la mancanza fra fori, tra trafitture, di dilagare e lame.
Caro/a Sintesi,
non hai torto.
Valga almeno la dismisura dei commenti quale misura del valore del testo.
Un caro saluto,
Roberto
Non si sa come parlarne, ..ma tu ci riesci, Marina.
maria Pia Q.
Concordo con Maria Pia.
Ciao, Marina.
Giovanni
ammutolisco dinanzi i versi di MP – non sai cosa dirne, ma sai che c’è un universo compres(s)o in una febbre dell’ultimo, essenziale – belli, splendidi
CORRIGE
ovviamente: “dinanzi ai”
il sasso lanciato si eclissa senza più rifugio.