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da qui
Peccato non avere sempre a mente
l’amore che esorcizza ogni paura,
dimenticare troppo facilmente
che c’è un respiro in ogni situazione,
lo spirito che geme per sfondare
i confini segnati, i muri grigi
delle paure arcaiche di bambini,
i traumi, le violenze, gli abbandoni
che scavano fossati nei silenzi
cattivi, nell’orgoglio che rinuncia
a tutto pur di avere la ragione
armata del potere, nonostante
che questo voglia dire solitudine,
perdita secca di ogni bene, amaro
trionfo dell’io sul tu, come se Dio
non avesse creato ponti invece
che palizzate, argini, recinti,
per ricordare a chi è distratto come
si debba attraversarli, ora o mai più.

Ora o mai più. Una grande verità.
Si Dio ha creato ponti ma attraversarli, se dall’altra parte chi dovrebbe accoglierti gira le spalle, è comunque rimanere soli ma con la consolazione di aver fatto tutto quel che si poteva. E insistere ad attraversare pur sapendo che troverai le spalle dell’altro è quel che insegna il vangelo, ma per passare dall’io al tu è necessario che un tu ci sia e che sia meno io. Da soli non si va da nessuna parte. Ora, perchè domani potrebbe non esserci più tempo, “quando se non ora?” è una domanda da evitare Gesù ripete sempre “oggi… ora…” non c’è passato e non c’è futuro.
C’è una solitudine imposta dall’altro e una che ci imponiamo. Troppo spesso non dimentichiamo il male ricevuto senza pensare al male fatto ed è questo che Dio ci insegna: a non dimenticare quello fatto e perdonare quello ricevuto “… prima di accostarti all’altare va’ e fa pace con tuo fratello…”. L’uomo è quello dei due pesi e due misure, dell’orgoglio smisurato che miete una sola vittima: se stesso.
“Non puoi togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello se prima non togli la trave dal tuo, come potresti vedere la pagliuzza?” Ha spezzato il pane con Giuda e perdonato Pietro affidandogli l’eredità di diffondere il messaggio, dall’alto della croce ha perdonato tutti e portato la salvezza per l’Umanità ma per l’uomo l’alibi è “non essere divino” e quindi perdonare tutto a sè e nulla all’altro. Ogni evento della vita è sempre un passo a due, se non un ballo di gruppo, ogni ponte costruito è un’occasione persa se non sali su quello che l’altro ha costruito per arrivare a te e incontrarlo lì per finire di costruire insieme l’altra sponda.
Ciò che conta non è chi ha torto o ha ragione ma chi si spezza le mani per costruire il ponte perchè sa che senza l’altro non si è che cenere, risorgi come la fenice solo quando ti si sono spezzate le vene delle mani nella fatica del costruire lasciando all’altro la libertà di incontrarti sapendo che comunque agli occhi di Dio nulla è vano qualsiasi cosa faccia l’altro. Fare è tu…
grazie Fabrizio
E’ vero, si deve essere instancabili nel costruire ponti, nel continuare a spezzarsi le mani comunque, senza chiedere nula, solo la forza di continuare a oltranza…in nome di Dio..
Penso che le ultime 5 righe scritte da Fabrizio debbano essere lette continuamente per diventare carne e sangue necessari al nostro vero ” vivere “
Siamo così bravi a costruire recinti invalicabili, con tanto zelo eleviamo muri inaccessibili, siamo sempre pronti a difenderci, peccato che il segreto della felicità che tanto ricerchiamo è semplicemente passare all’altra riva. Grazie da chi spesso si distrae.
Se guardo il cielo non posso non desiderare un paio d’ali, sarebbe come lasciarsi attraversare da una lacrima in cui affogare, perdendosi nell’abisso dove errori, confusione, giustificazioni, vuoti a perdere sono materia essenziale per continuare a non capire la differenza fra l’inutile e l’indispensabile. “Ora o mai più” mi spaventa, spero tuttavia, e ogni giorno mi convinco sempre di più, che attraversare il ponte è un’opportunità da non perdere, e che “a forza di essere vento” quella libertà prima o poi arriva, magari attraverso una luna che sfoggia ostinata la sua luce nell’unico, piccolo angolo di cielo, privo di nuvole.
“dimenticare troppo facilmente
che c’è un respiro in ogni situazione”.
Grazie, da chi se lo dimentica spesso.
Proprio in questo momento, prima di leggere questa poesia, mi sono resa conto che esiste in amore più grande di quello umano che supera ogni barriera ,questo amore è l’ amore che si nutre per Dio.Esso ti infiamma completamente anima e corpo eppure non capisco perché questo stesso tipo di amore non riesco a nutrirlo per l’ altro o non per tutti almeno.Forse non sono ancora riuscita a fare questo pellegrinaggio che va dall’io al tu, ci vuole tempo per questo almeno per me. Sono sicura però che se allargo le braccia per accogliere Dio in un abbraccio e gli permetto di trasformarmi lasciandomi trasportare da Lui che prima o poi riuscirò ad attraversare questo ponte per uscire dall’io ed arrivare al tu.
…un salto nel buio per cercare la vera Luce che guida i nostri passi all’insegna del perdono, amore, disponibilità ,apertura nei confronti dell’altro che permette di migliorarci e di crescere…il tempo sarà alleato nell’oblio …
grazie di cuore
…ed e’ come se tutto quel bene non fosse esistito che nei sogni e nei desideri del cuore…cosa non si tenta per non soffrire, e si soffre comunque.
Vedo la croce come il ponte per eccellenza, un ponte molto difficile da attraversare se vogliamo farlo da soli con i nostri metodi: ma se ci facciamo guidare dalla logica della resurrezione, come ha fatto Gesù, allora, pur subendo dolori, ingiustizie e tradimenti, possiamo arrivare vittoriosi e vivi dall’altra parte, all’incontro con l’altro.
Servo lo sguardo fisso verso la croce del Cristo, “ora o mai più”!
Da un lato l’amore lo viviamo, toccandolo, sperimentandolo, certo verso DIo, come verso gli altri che poi sono suoi specchi, immagini riflesse….amore imperfetto, sofferto, che si perde, talvolta, e smarrisce concretezza,che allora pensiamo, ricordiamo, quasi astratto sentire che lascia spazio a tutte le paure di cui siamo capaci. Ma l’amore si ritrova, e sempre nuovo, in quel soffio che porta fuori dal noi stessi, nel tendere la mano una volta di più, nel comprendere di nuovo, nel trasmette vita attraverso il gesto scandaloso della rinuncia, come l’amore infinito di Cristo, nonostante e oltre la croce.
forse proprio,in tutto questo nostro vivere,è importante trovare questo ponte per attraversarla e arrivare ad un altra riva dove sta il Bene; e dobbiamo capire che là sta tutto questo di che abbiamo bisogno. Basta solo trovare e attraversare il ponte.
@ d.Fabrizio
Dio è il tuo respiro, è il tuo poema.
Il tuo verso quieto, umile, celeste è sillaba evangelica,
è solitudine e popolo, e pane che si sbriciola.
„Ora o mai più“; scegliere quel ponte potrebbe trasformarlo in „da ora in avanti“.
Non dimenticare che c’è un respiro per ogni situazione, una potenzialità di vita sempre accesa.
Che l’Amore sia l’Esorcista di ogni paura…, spero di tenerlo sempre con me, e non solo come pensiero…