Avviamo la pubblicazione delle poesie di Federico Garcia Lorca lette da Luigi Maria Corsanico, a mio parere il suo migliore interprete. Notoriamente, il nostro blog ha come sottotitolo una frase di Fëdor Dostoevskij: potrà questa bellezza rovesciare il mondo? Per accedere allo spirito, non c’è niente di più idoneo del bello che apre il cuore. La poesia di Lorca corrisponde a questo requisito, decisivo per l’evoluzione interiore dell’umanità. Corsanico sa coglierne echi e sfumature con insuperabile maestria, unendo alla suggestione dei versi la magia di un perfetto accompagnamento musicale.
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da qui
Federico García Lorca
Alba
Granada, abril de 1919.
de Libro de poemas (1921), Espasa-Calpe, S.A., 1974
Leído por Luigi Maria Corsanico
Alba es un vibrante poema de juventud de Lorca.
Se incluyó en su primer Libro de poemas, publicado en 1921.
Pinturas, Vincent Van Gogh
Manuel de Falla
Ilya Kaler, violin
Nana, de 7 Canciones populares españolas
***
Mi corazón oprimido
siente junto a la alborada
el dolor de sus amores
y el sueño de las distancias.
La luz de la aurora lleva
semilleros de nostalgias
y la tristeza sin ojos
de la médula del alma.
La gran tumba de la noche
su negro velo levanta
para ocultar con el día
la inmensa cumbre estrellada.
¡Qué haré yo sobre estos campos
cogiendo nidos y ramas
rodeado de la aurora
y llena de noche el alma!
¡Qué haré si tienes tus ojos
muertos a las luces claras
y no ha de sentir mi carne
el calor de tus miradas!
¿Por qué te perdí por siempre
en aquella tarde clara?
Hoy mi pecho está reseco
como una estrella apagada.
***
Il mio cuore oppresso
con l’alba avverte
il dolore del suo amore
e il sogno delle lontananze.
La luce dell’aurora porta
rimpianti a non finire
e tristezza senza occhi
del midollo dell’anima.
Il sepolcro della notte
distende il nero velo
per nascondere col giorno
l’immensa sommità stellata.
Che farò in questi campi
cogliendo nidi e rami,
circondato dall’aurora
e con un’anima carica di notte!
Che farò se con le chiare luci
i tuoi occhi sono morti
e la mia carne non sentirà
il calore dei tuoi sguardi!
Perché per sempre ti ho perduta
in quella chiara sera?
Oggi il mio petto è arido
come una stella spenta.
Granada, aprile 1919
(Traduzione di Claudio Rendina)
da Poesie (Libro de poemas), Newton Compton, Roma, 1970
***

Luce, buio, giorno, notte, velo, sepolcro, amore. Tutto in una poesia di incontenibile bellezza. Impossibile commentare senza rischiare di sciuparla.
Grazie
Luigi Maria, un uomo che interpetra con rara ed intensa sensibilità la Poesia. Il suo lavoro è inestimabile.
Magistrale interpretazione di una meravigliosa poesia.
Qué haré?
Qui tutto convoglia verso un’attrazione di inesauribile e indiscusso incanto, voce e note che si intessono in modo perfetto in una trama di versi straordinari.
Un dono del Progetto. Possibilità di scegliere il Bene.
grazie per questi squarci di Bellezza!
Quanta bellezza!