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da qui
Sergej Esenin
Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco
1924
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Gabriel Fauré, Pavane op.50
Alessandro Molinaro flauto
Gian Paolo Lopresti chitarra
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Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco
Verso un paese di silenzio e di quiete:
e presto anch’io dovrò preparare
al viaggio le mie spoglie mortali.
O care foreste di betulle!
E voi campi, sabbie delle pianure!
Davanti a questa folla di emigranti
Non riesco a frenare la tristezza.
Forse ho creduto troppo qui nel mondo
A ciò che veste l’anima di carne.
Pace sui pioppi che l’ombrello dei rami
Hanno specchiato dentro l’acqua rosa.
Quanti pensieri chiusi nel segreto,
quante canzoni composte a bassa voce:
ma sì, felice sono in questo nero universo
d’ogni respiro, d’ogni cosa vissuta.
Felice di aver baciato le donne,
pestato i fiori, corso nell’erba,
e mai aver battuto sul capo le bestie
nostri fratelli minori.
So bene che laggiù non fioriscono selve
Né canta la segale dal collo di cigno:
perciò sempre mi agghiaccia
salutare una folla d’emigranti.
So che là non splendono campi
Nella nebbia: e allora con tanta dolcezza
Io guardo agli uomini
Che vivono con me su questa terra.

“Quanti pensieri chiusi nel segreto”.
Bellissima.
Una vita che scorre verso il gran finale
Felice, nella nebbia
Grazie. sempre.