Si pensa che la Madonna sia stata privilegiata e fortunata, ma si dimentica che, per essere corredentrice, ha dovuto soffrire. La salvezza, con la sua gratuità, ha un costo molto alto.
Come Gesù, viviamo nelle contraddizioni della vita. È Lui che ci incoraggia, perché è passato per primo tra le forche caudine del non senso. Ma alla fine del tunnel, ecco, la Luce.
Vivere con il Padre e il Figlio, per ricevere lo Spirito: è la formula vincente. Solo lo Spirito è coscienza: chi vuol capire qualcosa della vita, deve accoglierlo in casa.
Qualunque cosa facciamo, possiamo vederla in un’altra prospettiva. Se mangiamo, possiamo chiedere di nutrirci della grazia; se passeggiamo, di entrare nel Giardino in cui Dio conversa con noi. La vita può essere una cosa e il suo opposto: il giusto, quasi sempre, è nel contrario.
Donare a Cristo quello che ci dona: sembra qualcosa di ridondante e di superfluo, ma ciò che appare inutile, spesso è l’essenziale. Siamo servi inutili, e perciò così importanti.
Ogni atto di bontà è un’operazione di avvicinamento, di adesione all’immagine di Dio. Diventa ciò che sei, si diceva un tempo: bellezza, verità e bontà ci fanno somigliare a Lui.
Ci sentiamo abbandonati da Dio, ma siamo noi che abbandoniamo Lui. Basterebbe accorgersi che c’è, interpellarlo in ogni situazione, renderlo partecipe della nostra vita. “Entra nella tua camera”, raccomanda Gesù: è la stanza del cuore.
Dobbiamo intessere un dialogo fitto con Gesù. In principio era il Logos, poi venne il dia-logos, la parola che passa da Dio all’uomo, e fa di questo una realtà divina. Se sapessimo con Chi ci è dato parlare, sarebbe impossibile dimenticarlo.
Bisogna chiedere credendo di venire esauditi. L’esito non dipende da noi, altrimenti sarebbe una follia. È l’Onnipotente che è implicato, e l’impossibile diventa possibile.
Dio non si occupa solo delle grandi cose, ma anche delle minime. Dimentichiamo spesso di ringraziarlo per il tempo, per una coincidenza inaspettata, per un senso di pace che ci invade all’improvviso. Ospite dolce dell’anima, ci visita.
Dio abita in noi. È curioso che possiamo ignorarlo. È come avere un coinquilino sconosciuto, o condividere il viaggio insieme a uno straniero. A Emmaus ne sapevano qualcosa. Apriremo gli occhi, prima o poi.
Il segreto è donarsi, perché Dio può prendere qualcosa. Se manca il dono, resta a mani vuote, e la vita non fluisce. Quando mi do, Lui mi trasforma, rende bello anche ciò che è impresentabile.
Siamo figli di Dio tramite Gesù: una bella carriera, ma ci affanniamo a raggiungere obiettivi che non riempiono il cuore. E quello che veramente conta, lo scartiamo.
Gesù veglia su di noi. In un mondo in cui le manipolazioni sono il pane quotidiano, questo dà pace. Il cuore del cuore è un sacrario a cui il vero nemico non ha accesso.
Gesù cerca un contatto, ci vuole coinvolgere in un rapporto personale. Noi fatichiamo a udire l’inudibile, a vedere l’invisibile.
11
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.