
Siamo italiani da 160 anni oggi.
Lo sappiamo? Ce lo ricordiamo? Che ricorre questo anniversario intendo (17 marzo 1861-2021), ma, più che altro, di essere italiani. Lo siamo davvero o restiamo ancora e per sempre – finché ci sarà, forse, del tempo da vivere, se a breve non ci estingueremo soffocati dal nodo sempre più stretto del “progresso scorsoio” (come lo chiamava Zanzotto, quest’anno cade anche il suo centenario) – lombardi e calabresi, romani e sardi eccetera, ripartiti e divisi, altro che uniti, nelle nostre variopinte e folcloristiche tribù?
