“Sacrificio”, di Andrea Carraro, edito da Castelvecchi, parla di droga, ma ha catturato anche me, che in vita mia mi sono fatto mezzo spinello, a esagerare. Qui c’è molta umanità, e molta scrittura: Andrea sa maneggiare entrambe, e non sempre è dato godere del connubio. Continua a leggere
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ANDREA CARRARO: da “Il sorcio” a “Il gioco della verità”
Andrea Carraro è uno scrittore che apprezzo particolarmente. La sua più recente fatica letteraria si intitola “Il gioco della verità” (14 euro, 215 pagg.), una raccolta di racconti pubblicata da Hacca Edizioni. Come ha opportunamente evidenziato Andrea Di Consoli, questi racconti “ci dicono qualcosa di definitivo sul male oscuro della piccola-borghesia italiana, incarcerata in reticenze e rabbie covate troppo a lungo, e in tristi ritualità di un benessere di facciata (…). Con Carraro, proprio nel mentre i suoi uomini crollano a terra, la vita diventa ancora sopportabile, perché la grigia esistenza viene d’improvviso illuminata dall’apertura – a ventaglio, come uno squarcio di luce – della verità della scrittura. Proprio quest’assenza di infingimenti, questa lingua grigia e solida come il ferro, questo sguardo impudico e fermo, rendono ancora chiare e possibili, nell’opera di Carraro, parole difficili come realtà e verità”.
Le parole di Di Consoli mi confermano le ottime impressioni derivanti dalla lettura della precedente pubblicazione di Carraro: “Il sorcio” (Gaffi), romanzo che – a sua volta – ha preceduto opere di buon pregio come “Il branco” (Theoria, Gaffi), “La lucertola” e “Non c’è più tempo” (Rizzoli). Continua a leggere

