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A oriente di qualsiasi origine, di Annalisa Rodeghiero

La poesia di Annalisa Rodeghiero è fatta di cose in un mondo di non cose, come direbbe Byung-chul Han, che approverebbe, per questo, l’attenzione naturale alle albe, alla neve, alle montagne, che popolano i versi di A oriente di qualsiasi origine. Se può essere un credo condiviso che l’amore e la poesia siano le due sole cose che contano davvero, come scrive la Nostra, non si può dimenticare “che siamo ciò che guardiamo”, e lei sai dove guardare. E anche come misurare: “In fondo siamo noi a decidere le altezze “.  Continua a leggere

La parola ai poeti. Annalisa Rodeghiero

Credo che la poesia sia un modo di essere al mondo, un destino, un ritorno. L’ho sempre sostenuto, si può essere poeti senza scrivere poesia ma non si può scrivere poesia senza averla nell’anima, senza possedere uno sguardo poetico sulla vita. La poesia scritta è qualcosa che accade e, paradossalmente, a volte può sottrarre poesia alla vita, essendo, la poesia, nettare e veleno insieme, qualcosa di ustionante come l’amore, come sa essere la bellezza, come è la ricerca della verità. In me scrivere poesia, senza sapere da quale mondo inconoscibile si scrive, è diventato necessità e a volte preghiera ma è anche dipendenza con la conseguente sofferenza da mancanza, la violenza muta della parola quando vuol diventare verso e non riesce, come diceva Cristina Campo. Ma questo è il non-luogo in cui ho scelto di abitare o meglio, in cui mi sono trovata ad abitare in quella che si può definire una seconda vita, con tutto ciò che implica essere in una vita moltiplicata fuori dal tempo ma che al tempo deve necessariamente rapportarsi.  Continua a leggere