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Poesia religiosa di tutti i tempi, a cura di Rita Pacilio. Carlo Di Legge

Trenta novembre

Dio: non terra nella terra,
non aria dov’è l’aria
ma forma dell’informe,
non scrittura dov’è scrittura, né linguaggio,
eppure segno,
nome no, eppure
di tutti i nomi
nome.
Con fervore ti cerco,
e nella stessa mia febbre m’inganni:
e mai ti colgo.

In: Multiverso. Di quel colore che soccorre, a volte, ed, puntoacapo, Pasturana (Al), 2018.

La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Carlo Di Legge

“Mansuetudine, solitudine, limite”

VI
Nel tempo cosmico, una e molte vite
bruciano nell’attimo,
ogni vita è già compiuta.

VII
Secondo paradosso, i mistici
cercano Dio nel nulla, oppure
trovano eccelsa la miseria urbana.
Uccidono in nome di presunte
verità, come se i morti,
liberati da errore, potessero vederle.
Gli assassini sono pronti, agnelli
e lupi si scambiano i ruoli.
Vivi e morti testimoniano certezze.
Compi te stesso. Offri
albergo al pellegrino
dove discutere senza fanatismi.

VIII
Pensare non guadagna seguaci.
È fede urgente in sé esigente.
Luce di paradossi, evidenza dell’oscuro, pratica
d’ignoto, linguaggio potente, sete d’introvabili.
Non sapere: volontà di sapere, cammino
a nuovo non sapere. Esperienza
di singola esistenza,
si comunica,
non si può condividere.

(da Di febbraio in “Buenos Aires, Benares”, Delta3 edizioni, Grottaminarda (AV) 2024).