La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Carlo Di Legge

“Mansuetudine, solitudine, limite”

VI
Nel tempo cosmico, una e molte vite
bruciano nell’attimo,
ogni vita è già compiuta.

VII
Secondo paradosso, i mistici
cercano Dio nel nulla, oppure
trovano eccelsa la miseria urbana.
Uccidono in nome di presunte
verità, come se i morti,
liberati da errore, potessero vederle.
Gli assassini sono pronti, agnelli
e lupi si scambiano i ruoli.
Vivi e morti testimoniano certezze.
Compi te stesso. Offri
albergo al pellegrino
dove discutere senza fanatismi.

VIII
Pensare non guadagna seguaci.
È fede urgente in sé esigente.
Luce di paradossi, evidenza dell’oscuro, pratica
d’ignoto, linguaggio potente, sete d’introvabili.
Non sapere: volontà di sapere, cammino
a nuovo non sapere. Esperienza
di singola esistenza,
si comunica,
non si può condividere.

(da Di febbraio in “Buenos Aires, Benares”, Delta3 edizioni, Grottaminarda (AV) 2024).

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