
A volte Gesù sembra rassegnato: ha fatto tanto, e noi arranchiamo dietro fantasmi inconsistenti. Ma non ha mai pensato “chi me lo fa fare”. È questa la sua forza: credere, amare, sperare, non vengono mai meno.
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Se non vedo, credo

Uno dice: Dio non lo vedo. Vero, ma c’è sempre Gesù. Non vedo neanche Lui. Che bella religione, non si vede un accidente. Si vorrebbe avere un segno, dare una sbirciata, tanto per dire: ecco, c’è, chi può negarlo? l’ho toccato con mano!
E invece niente: non vediamo, non sentiamo, ci aggiriamo in una stanza vuota, fissando una parete bianca.
Ma che merito avremmo, se vedessimo? L’unica parte che spetta a noi credenti è questa: mi dici che ci sei, che mi ami, che ti occupi di me. Non ti vedo, ma credo. A dirtela tutta, mi ci sento meglio: almeno qualcosa faccio anch’io.
In cosa credo
Credo nella rivelazione dell’amore, che sconvolge la vita.
Senza questo non c’è niente.
Poi viene il lavoro, duro e tenace, ma col soffio che spira, il flusso che trascina.
Credo nel cuore.
Senza questo non c’è niente.
Non venite a raccontarmi di volontà e costanza.
Non c’è volontà o costanza senza cuore.
Credo nella folgorazione che si chiama incontro, per cui vale la pena patire il dolore.
Senza questo non c’è niente.
Quando ti presenti, oltre la nebbia del mio io, ringrazio d’esserci, nonostante tutto.
Credo nella coincidenza che mi fa posare lo sguardo al posto giusto e nel momento giusto.
Senza questo non c’è niente.
Quante volte ho desiderato quel verso, quella pagina, quel volto, e proprio ora, quando meno me lo aspetto, leggo e vedo.
Non venite a raccontarmi che è soltanto un caso.
E se anche fosse, gli sarei grato come a un Dio che mi aspetta alla finestra, con gli occhi sulla strada deserta, oltre la nebbia del mio io.
Ecco, in cosa credo.
Ora che la notte è scesa.
E il mio cuore finalmente vede.
(L’immagine è tratta da qui)

