In cosa credo

Credo nella rivelazione dell’amore, che sconvolge la vita.

Senza questo non c’è niente.

Poi viene il lavoro, duro e tenace, ma col soffio che spira, il flusso che trascina.

Credo nel cuore.

Senza questo non c’è niente.

Non venite a raccontarmi di volontà e costanza.

Non c’è volontà o costanza senza cuore.

Credo nella folgorazione che si chiama incontro, per cui vale la pena patire il dolore.

Senza questo non c’è niente.

Quando ti presenti, oltre la nebbia del mio io, ringrazio d’esserci, nonostante tutto.

Credo nella coincidenza che mi fa posare lo sguardo al posto giusto e nel momento giusto.

Senza questo non c’è niente.

Quante volte ho desiderato quel verso, quella pagina, quel volto, e proprio ora, quando meno me lo aspetto, leggo e vedo.

Non venite a raccontarmi che è soltanto un caso.

E se anche fosse, gli sarei grato come a un Dio che mi aspetta alla finestra, con gli occhi sulla strada deserta, oltre la nebbia del mio io.

Ecco, in cosa credo.

Ora che la notte è scesa.

E il mio cuore finalmente vede.

(L’immagine è tratta da qui)

26 pensieri su “In cosa credo

  1. Carla

    Credere, basterebbe credere, ogni cosa acquisterebbe valore, il valore naturale delle cose, quello primordiale dell’essere…
    nel credere c’è la speranza, la luce, la vita, la fiamma.
    (Buongiorno!)

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  2. mariapia

    Sì, come le onde che vedeva van gog, lui le vedeva perché era molto mosso dentro.E Paolo- Saulo credeva anche lui che senza il fuoco dell’amore niente siamo;
    resta un mondo non convinto affatto di questo che preferisce morire, letteralmente, e farsi morire l’un l’altro, che cedere a questo grandioso abbandono.temendo perdere la propria vita, forse.
    Perché morire e venire al mondo sono assai vicini. Come chi ama, sa benissimo. Ti saluto Fabrizio,

    Maria Pia

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  3. Stella Maria

    ciao,
    buonanotte sì, perchè ho difficoltà a tener gli occhi aperti ma rubo ancora un minuto a morfeo per dire che l’importante è crederci, sempre. ed è vero che nulla accade mai per caso. Se pensiamo alla nostra storia personale ci rendiamo conto che tutto è accaduto nell’esatto istante in cui doveva, in cui eravamo pronti o in cui dovevamo prepararci.
    Bellissima Fabrizio come il cielo stellato (o notte, non ricordo bene il titolo) del quadro di Rebstein.
    Buonanotte a tutti e che domani sia per tutti un giorno pieno di sole a cui segua una notte con tante stelle che sembri ancora giorno.
    Stella

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  4. Stella Maria

    ciao,
    scrivo per chiedere scusa e perdono a van Gogh, soprattutto. quel quadro è la sua “notte stellata”. atto dovuto per non sembrar troppo “incolta” e perchè Vincent mi ha torturata tutta la notte.
    Caro Vinc la stanchezza fa brutti scherzi davvero, considerato che sei fra i preferiti.
    un abbraccio a tutti
    Stella

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  5. obviamens

    “(…) andava alzando e riabbassando, con una forza convulsiva del pollice, andava alzando e riabbassando il cane della pistola; quando gli balenò in mente un altro pensiero. “Se quell’altra vita di cui m’hanno parlato quand’ero ragazzo, di cui parlano sempre, come se fosse cosa sicura; se quella vita non c’è, se è un’invenzione de’ preti; che fo io? perché morire? cos’importa quello che ho fatto? cos’importa? è una pazzia la mia… E se c’è quest’altra vita…!”
    A un tal dubbio, a un tal rischio, gli venne addosso una disperazione più nera, più grave, dalla quale non si poteva fuggire, neppur con la morte. Lasciò cader l’arme, e stava con le mani ne’ capelli, battendo i denti, tremando. (…)”

    [il personaggio in questione è l’Innominato manzoniano, con una pistola alla tempia, invischiato in “insonni tenebre” (che erano anche quelle della morente Ermengarda) dopo aver parlato con una ragazza, Lucia, che gli ha implorato misericordia]

    un augurio a tutti
    che anche le nostre notti trovino pace
    Mario

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  6. robertorossitesta

    “Non venite a raccontarmi che è soltanto un caso.”

    Nulla è un caso. Quando iniziamo a deporre il timore per ciò che possono nascondere le coincidenze ci cade il velo dagli occhi; o meglio, ci cade il rovescio del velo, e cominciamo a distinguere il dritto, a percorrerne – fino a perderci – gli immensi disegni.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  7. Anna Costalonga

    Il caso e la coincidenza. e il cuore. Ci vuol cuore, sì, secondo me, ma “cuore” inteso come “coraggio”, a voler dare un significato a tutti i casi che compongono altrimenti quella nebbia, che ci avvolge e che è così difficile da fendere. Anche se questo può voler dire scalfire la sicurezza che quella nebbia ci dà… Li ho sentiti molto, questi versi. Ti ringrazio, di cuore. Anna

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  8. pamela

    Fabrizio, che bella!
    Ho scoperto solamente ora questa tua poesia
    La scoperta arriva al momento giusto

    Un abbraccio

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