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Natalia Lisi

Pergamena di pioggia

ti porgo la dimora che abiti
la faccio silenzio, ci scrivo
con le vene e con le labbra

ho un campo nel brivido, verso
tutta la luce del creato

nella amara piaga dei discorsi

fuochi del grembo ctonio
ci tennero alle redini d’un canto
la pelle contro il tuono
guadata dagli sguardi

con la guancia strappata alla marea
parli alle parole, le dici di innervarsi
di fare note, sangue

di spegnere nelle vene il nostro liquido
bollente

nudo nome, che ci sovrasti
penetri il largo dorso delle mani
penetri a fondo nella carne e stai
disteso come in estasi.

*****

[Il blog di Natalia Lisi ha per titolo: raDa delle Folgori: http://dearibelle.splinder.com]

Ermanno Cavazzoni: “Consigli a rovescio” [da: “Griselda on line, portale di letteratura”]

Se dovessi dare dei consigli ad uno a cui viene voglia di scrivere, gli direi: parti dalle interiezioni, che forse sono la parte più negletta della lingua scritta: ah, ahimè, porco cane eccetera, sono la parte più trascurata e invisa alla scuola. Gli direi: parti da un bel “oh perbacco”, da cui poi ne consegue qualcosa; non ogni persona dice “oh perbacco”, e lo si dice in situazioni particolari, con addosso una carica di sorpresa e anche di perbenismo, per cui c’è già tutto un abbozzo di personalità del personaggio parlante, che se avesse detto invece “vacca d’un cane”, io lo avrei già classificato come un rozzo e un banale, con tutto quello che ne consegue, anche un po’ di schifo per una tale greve personalità. Preferisco in genere i tipi che dicono perbacco. Continua a leggere