Pergamena di pioggia
ti porgo la dimora che abiti
la faccio silenzio, ci scrivo
con le vene e con le labbra
ho un campo nel brivido, verso
tutta la luce del creato
nella amara piaga dei discorsi
fuochi del grembo ctonio
ci tennero alle redini d’un canto
la pelle contro il tuono
guadata dagli sguardi
con la guancia strappata alla marea
parli alle parole, le dici di innervarsi
di fare note, sangue
di spegnere nelle vene il nostro liquido
bollente
nudo nome, che ci sovrasti
penetri il largo dorso delle mani
penetri a fondo nella carne e stai
disteso come in estasi.
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[Il blog di Natalia Lisi ha per titolo: raDa delle Folgori: http://dearibelle.splinder.com]
