Pergamena di pioggia
ti porgo la dimora che abiti
la faccio silenzio, ci scrivo
con le vene e con le labbra
ho un campo nel brivido, verso
tutta la luce del creato
nella amara piaga dei discorsi
fuochi del grembo ctonio
ci tennero alle redini d’un canto
la pelle contro il tuono
guadata dagli sguardi
con la guancia strappata alla marea
parli alle parole, le dici di innervarsi
di fare note, sangue
di spegnere nelle vene il nostro liquido
bollente
nudo nome, che ci sovrasti
penetri il largo dorso delle mani
penetri a fondo nella carne e stai
disteso come in estasi.
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[Il blog di Natalia Lisi ha per titolo: raDa delle Folgori: http://dearibelle.splinder.com]

Vedi; la differenza ad esempio con me; non si tratta di agire sul verso nel tuo caso ma di vedere l’insieme; è lì l’immagine.
Io curo una forma e la condeso come fossi una voce ancestrale mentre in te la forza non è nel singolo verso ma nell’immagine che dialoga.
isola un verso qualsiasi,fa parte di un discorso poetico Ma nell’insieme, quel che DICE, quel che TUTTO DICE, nell’INSIEME: è l’immagine, la poesia; lo stacco dalla realtà, il dislivello; la non collimazione evento memento anima, sentimento, sentire.
(Questo discorso vale anche qui ma tu lo sapevi già).
Voglio ringraziare Marina Pizzi per la gentilezza di aver postato qui questo mio testo e ribadirle l’apprezzamento che ho per la sua opera poetica che sto approfondendo sui suoi blog ma anche su alcuni libri che sono riuscita a reperire nelle librerie.
Voglio ringraziare Marco Migliorelli, poeta giovane e intelligente, con cui da anni ho una scambio fondato sull’affetto e sulla reciproca fiducia, scambio che mi ha fatto crescere poeticamente molto di più di quanto hanno fatto quettro anni di accademia letteraria.
Grazie ancora. natalia