Ci piacerebbe liberarci dai difetti, ma spesso ne usciamo sconfitti. È una memoria della via più vera: solo insieme a Gesù ci riusciremo, con Lui soltanto diventiamo vincenti.
Ci abbattiamo, per i nostri difetti: li percepiamo sempre meglio man mano che cresciamo. Dove andremo, con zavorre come queste? Ma Gesù ci invita a confidare: penserà Lui a trasformarci, a stanare la novità dal nostro cuore.
A volte i nostri difetti ci scoraggiano. È pesante portare gli stessi carichi, per anni. Gesù lo sa, e ci invita ad avere la certezza che il Suo amore è più forte di ogni peso, che il Suo giogo è leggero, anche nei casi disperati.
I pregi sono dono di Dio. Se questo è chiaro, non corriamo il rischio della vanità, di uscire dallo Spirito. L’abitudine più sana è ringraziare per tutto, buono e meno buono: a essere grati non si sbaglia.
A volte ci scoraggiamo per i nostri difetti, pensiamo di non venirne fuori. Sono i vicoli ciechi a cui la Provvidenza ci indirizza, per convincerci che da soli non possiamo nulla. Lui e io, questa è la formula, come aveva compreso Gabrielle, innamorata di Gesù.
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