Luce naturale
Conoscere l’aria, la struttura del vuoto,
la giusta adesione alle cose,
la giusta distanza: così potremo cogliere
il riflesso del male sui vetri opachi,
la lieve sublimazione degli eventi
che costringe i sorrisi
dentro volti sconosciuti,
la pazienza delle ossa cariche di fiato,
le insidie del vento, la luce naturale.
Poi c’è il rumore dei passi accidentali,
la libertà di quelli sciolti tra le mire del volo.
Proprio qui ci sarà nota la forma
dell’invisibile, camminando sulle tracce
di un’evidenza sotterranea:
dovremo soffiare lontano
la sabbia finissima dalla gola.
Dovremo estinguere quella sete di universo
con poche gocce, di insolente verità.

