Fernando Giovale, La poetica narrativa di Pirandello, Bologna, Patron, 1984, pp. 216.
Il dramma di Pirandello teatrante è l’attore, che sconvolge la natura del testo, lo reinterpreta, lo riscrive, anzi, lo ridice. È il dramma di una paternità defraudata, derubata, che soffre per il figlio che gli viene sottratto e che tornerà inevitabilmente “cambiato”. Ma è Pirandello un padre che non vuol staccarsi dal figlio, che non vuol riconoscere la sua vitale e necessaria spinta autonomistica, o è semplicemente un artista e un pensatore che teme uno stravolgimento, una deformazione, o comunque una fruizione non corretta del suo messaggio e della sua visione del mondo e degli uomini? Continua a leggere

