Francesca Giulia Marone (nella foto) racconta la notte di Yukiko ed Elena: due donne non più giovanissime, in procinto di incontrare i loro rispettivi amanti.
Yukiko ed Elena. Oriente e Occidente.
Due universi femminili diversi, forse opposti, visti nei momenti di ansiosa attesa che preludono l’incontro amoroso.
Ciò che unisce, talvolta, equivale a ciò da cui non si sfugge: il tempo impietoso che, passando, lascia segni non dissimulabili su corpi e spiriti.
Massimo Maugeri
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LA NOTTE
racconto di Francesca Giulia Marone
1. Yukiko aveva terminato di sistemare i capelli. Lungamente si era dedicata alla sua tsubushi-shimada e ora rimirava lo chignon lucido torcendo il collo come un cigno.
La luce rischiarava il perimetro della piccola stanza, la lampada aveva una flebile fiammella che resisteva agli spifferi di vento che fischiavano fra il bambù all’esterno del giardino zen.
Sapeva che lui la stava aspettando impaziente. Doveva solo attraversare il giardino interno alle due case e scivolare nel buio della notte lasciando che quel manto la nascondesse agli occhi degli altri che dormivano.
Aveva quella luminosità sul viso che solo le donne nel suo stato sanno portare con grazia, consapevoli della propria femminilità. Il pallore accentuato dal trucco bianco, però, che quella notte aveva passato più di una volta sulle guance ampie, le dava le sembianze di un fantasma. Continua a leggere
