Luca Nicoletti, Rappresentazione della luna, prefazione di Giancarlo Pontiggia, Puntoacapo
Rappresentazione della luna completa il percorso stilistico e concettuale aperto da Nicoletti in Il paese nascosto. Nel libro si avverte una maggiore interrogazione filosofica e un più sicuro itinerario introspettivo, peraltro ben illustrato dalla pagina in prosa postfativa. Se è evidente il contatto con Leopardi e Schopenhauer, un brivido esoterico percorre l’incremento di senso dato dall’iconografia egizia (“occhio divino e occhio umano”, “occhio della prospettiva che tutto inquadra”). In effetti, questa “doppia prospettiva” – il mondo che guarda la luna, la luna che guarda il mondo – colta già da Pontiggia come metafora della conoscenza in sé, è la cifra veramente significativa del libro, che dà ragione a uno scambio fluttuante, dantesco tra il “groviglio di storie” (i montaliani “atti scancellati” di In limine) e il silenzio di luce dell’universo, “mescolanza di pianeti e parole”. Sorprendente anche l’asciuttezza del linguaggio, del tutto impermeabile alla reificazione-mercificazione moderna, quindi assorto, elegiaco nelle sue slabbrature poematiche. Continua a leggere


