a cura di Luca Pizzolitto
La poesia di Giuseppe Todisco ha una intima capacità levatrice di segni e significati nuovi e inattesi. Percorriamo un sentiero di santità umana ma non sacrale. Sentiamo che la natura che ci circonda ci assimila, ma senza naturalismo. Tra la foresta da incendiare e il legno da intagliare, ci indica una pietra da fissare.
(Pasquale Vitagliano)
Esci dalla parola
intatta.
Chi è là
chi ti indovina?
Amo, dici, quando un uomo
si addentra nella macchia
convinto che dal ramo si scorga
la radice.
Dimora il cerchio dove parli.
Più in alto un sogno
si ammutina.

