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La Georgia di Panowich, tra droga, alcol e senso dell’onore

Fog_Panorama

NN editore non è solo Kent Haruf. Se è vero che la squadra milanese capitanata da Eugenia Dubini in poco più di un anno ha scalato le classifiche delle vendite e lo ha fatto con quella Trilogia di Holt, ormai da annoverare tra i capolavori della letteratura americana del XXI secolo, ecco che sulla soglia di questo 2017 che già ha donato il più tardo gioiello del cantore della pianura statunitense, da via Sabotino mettono sul tavolo un poker di libri nuovi che non sono il riempitivo di un catalogo dominato da Haruf ma opere a tutto tondo, dotate di una forza sorprendente e di una bellezza autonoma. Qualcuno ha detto che i ragazzi di NN non ne sbagliano una; e io mi unisco a quello che potrebbe diventare un coro. Così, dopo Mia figlia, Don Chisciotte di Alessandro Garigliano e Il Salto di Sarah Manguso, da un paio di settimane – ma frattanto è uscito anche La fine dei vandalismi di Tom Drury, primo capitolo di una nuova trilogia, quella di Grouse County – è in libreria Bull Mountain (portato in italiano da una cordata di traduttori che hanno deciso di rimanere anonimi, pp. 296, euro 18) dell’esordiente Brian Panowich, una storia da cardiopalma che ha fatto dire a James Ellroy che lì dentro c’è tutto: “whiskey, droga e caos”. Continua a leggere

Appuntamento col mito

di Mauro Baldrati

Al cinema Lumière di Bologna, una sala della Cineteca, dove talvolta è possibile vedere film rari e dimenticati, c’è l’evento: James Ellroy è in tournée per presentare il suo nuovo libro, Il Sangue è randagio. Dopo una puntata in televisione, da Fabio Fazio, affronta i lettori dal vivo. Questo romanzo conclude la trilogia iniziata con American Tabloid (e continuata con Sei pezzi da mille), per me il suo capolavoro, un modello insuperabile di romanzo storico moderno, documentato, cattivo. Il sangue è randagio parla degli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy, tornano i famigerati Hoover e Howard Hughes, Nixon, il crimine, la corruzione, la violenza, la politica lercia. Parla di “uomini duri e cattivi che si innamorano di donne forti”.

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