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Sporcarsi col tempo per partecipare alla vita. La fine del Diario di Sarah Manguso

Andanza

I libri di Sarah Manguso – Andanza è il secondo tradotto in Italia, sempre da Gioia Guerzoni, sempre per NNE – rappresentano per il lettore una sfida con i propri pensieri più intimi, uno scavo sottopelle operato con quello strumento multiforme che è la prosa dell’autrice americana. La Manguso che finora abbiamo conosciuto (più tardi NN pubblicherà anche certi racconti, quelli di Hard to Admit) non scrive fiction, ma neppure semplici memoir o saggi. Andanza, come Il salto (in Italia nel 2016), rappresenta una prosa filosofica, strutturata a guisa di aforismi, a tratti, di mezze pagine di diario, di annotazioni, di chiose illuminanti fatte di quella stessa tagliente epifania che si legge in certi poeti ermetici. Continua a leggere

La Georgia di Panowich, tra droga, alcol e senso dell’onore

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NN editore non è solo Kent Haruf. Se è vero che la squadra milanese capitanata da Eugenia Dubini in poco più di un anno ha scalato le classifiche delle vendite e lo ha fatto con quella Trilogia di Holt, ormai da annoverare tra i capolavori della letteratura americana del XXI secolo, ecco che sulla soglia di questo 2017 che già ha donato il più tardo gioiello del cantore della pianura statunitense, da via Sabotino mettono sul tavolo un poker di libri nuovi che non sono il riempitivo di un catalogo dominato da Haruf ma opere a tutto tondo, dotate di una forza sorprendente e di una bellezza autonoma. Qualcuno ha detto che i ragazzi di NN non ne sbagliano una; e io mi unisco a quello che potrebbe diventare un coro. Così, dopo Mia figlia, Don Chisciotte di Alessandro Garigliano e Il Salto di Sarah Manguso, da un paio di settimane – ma frattanto è uscito anche La fine dei vandalismi di Tom Drury, primo capitolo di una nuova trilogia, quella di Grouse County – è in libreria Bull Mountain (portato in italiano da una cordata di traduttori che hanno deciso di rimanere anonimi, pp. 296, euro 18) dell’esordiente Brian Panowich, una storia da cardiopalma che ha fatto dire a James Ellroy che lì dentro c’è tutto: “whiskey, droga e caos”. Continua a leggere