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Konstantinos Kavafis

Tomba di Ignazio

Qui non sono Cleone di cui tanto si è parlato
in Alessandria (che è così poco impressionabile),
famoso per le mie splendide dimore e i giardini,
per i cavalli e le carrozze,
per i gioielli e le sete che indossavo.
Lungi da me: qui non sono quel Cleone;
si cancelli la memoria dei suoi ventotto anni.
Qui sono Ignazio, il diacono, molto tardi
sono tornato in me; ma pur se tardi ho vissuto dieci mesi felici
nella pace e nella certezza di Cristo.

Konstantinos Kavafis

a cura di Giorgio Stella

Nella via

Il simpatico viso, un po’ pallido;
i suoi occhi castani, come pesti;
venticinque anni, ma ne dimostra venti;
un che di artistico nel vestire,
– il colore della cravatta, il taglio del colletto –
cammina senza meta nella via,
ancora come ipnotizzato dall’illecito piacere,
da quel piacere tanto illecito goduto.

Konstantinos Kavafis

 

a cura di Giorgio Stella

Itaca

Quando parti alla volta di Itaca
augurati che il tragitto sia lungo,
pieno di avventure, pieno di sapere.
I Lestrigoni e i Ciclopi,
l’adirato Poseidone non temere,
mai li incontrerai sulla tua strada
se il tuo giudizio rimane elevato, se un’emozione
squisita ti sfiora il corpo e lo spirito.
I Lestrigoni e i Ciclopi,
l’ostile Poseidone non li incontrerai
se non li rechi dentro te nell’anima,
se la tua anima non li erge innanzi a te.

Augurati che il tragitto sia lungo.
Tanti siano i mattini d’estate in cui
con grande gioia e immensa delizia
entrerai in approdi mai visti prima;
fermati negli empori dei fenici
e procurati bella mercanzia,
madreperla e corallo, ambra ed ebano,

e aromi sensuali d’ogni sorta,
quanto più copiosi aromi sensuali,
vai in molte città egiziane
e impara più che puoi dai savi.

Itaca devi avere sempre in mente.
Giungervi è la tua meta.
Ma non affrettare mai il viaggio.
Meglio se dura tanti anni
e vecchio ormai ormeggi nell’isola,
ricco di quanto hai guadagnato strada facendo,
senza aspettarti che Itaca ti dia ricchezze.

Itaca ti ha dato il bel viaggio.
Senza di lei non saresti partito.
Nient’altro ha da offrirti.

E se anche la trovi spoglia, Itaca non t’ha ingannato.
Saggio come sei diventato, con così tante esperienze
avrai già capito quanto vale un’Itaca.

[1911]

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Shub

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=eR0A7nrQJJo]

da qui

Che sia la Pasqua giusta, che l’amore
abbatta l’illusione di salvarsi
col trucco conosciuto, col levarsi
del ponte levatoio. Da quest’altro
versante delle cime si contempla
l’unione degli opposti, l’esperienza
della totalità, l’integrazione
del maschio e della femmina, l’approdo
al bello, al buono, al vero: nel giardino
ogni sepolcro è vuoto, è alterità.