di Guido Michelone
A ventidue anni dallo strepitoso e inaspettato successo con Io speriamo che me la cavo – il libro di temi carichi di strafalcioni dei bambini delle elementari napoletane – e dopo altri libri sulla scuola (dal sequel Dio ci ha creato gratis al recente Aboliamo la scuola), il cinquantanovenne ex maestro partenopeo debutta nella narrativa con un romanzo che sta in mezzo all’autobiografia e al saggio, quasi una memoria storica pubblica e personale, collettiva e privata di un decennio cruciale sia per l’Autore sia per l’intera società italiana. Continua a leggere

