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Marco Munaro, Viaggio al Sud

di Giorgio Stella

Viaggio al sud

Le nuvole trascorrono sopra paesi
in cima ai monti,
sopra l’ occhio che le guarda stupefatto

ai fianchi, gli alberi digradano
Vorticano oscuro amore

Nota

La poesia di Marco munaro si sa è magnetica, nel caratterismo di una calamite sfingica – qui in Viaggio al sud il processo di ricomposizione del panorama è dettato dall’ oggetto a sé medesimo – (…) ‘ sopra l’occhio che guarda / stupefatto in un “oscuro amore” … ‘le nuvole (***) ‘in cima ai monti’ – ci piace pensare ad un’ atmosfera di sedie a dondolo di cappelli panama e perché no un bel sigaro… Siamo in Viaggio al sud no? E un bicchiere sempre in mano.

Una nota su Marco Munaro

da qui

di Giorgio Stella

Il poeta di Rovigo al secolo Marco Munaro è un giocatore di azzardo di versi. Una cronologia sarebbe impossibile in questo senso: ci sembra una scommessa tentata, tentata bene, la sua poetica che non garantisce il poema ma lo arricchisce nello schema che appunto lo diminuisce. Veramente una Las Vegas senza luci al neon che riproduce al buio del nero. In effetti il Nostro come già detto ma vale ripeterlo non ha comparti stagni, rievoca i fasti di un’antica leggenda che rappresenta un’epoca e i suoi protagonisti. Un’epoca provvida nella medesima propria. Suo malgrado, ma non per caso, per caso suo, risolleva la traballante economia ermeneutica. Il mittente e il destinatario si equivalgono. Erede di una proprietà privata pignorata, da un novecento post-mortem, come un veggente riepiloga un’assenza già presente. Ma non fa niente, niente di male, come una madre purtroppo precocemente assente.