
I politici parlano di eros nell’insegnamento e di passione per il sapere, della scuola di Narciso e della scuola di Telemaco. Si potrebbe pensare a un salto culturale che recupera Platone e le nostre radici, a una capacità della classe politica di pensare in profondità. Poi andiamo a vedere i “frutti” di tanto “pensiero” (“Dai loro frutti li riconoscerete”, Mt. 7, 16), cioè a dire il DDL appena prodotto, e non troviamo traccia di eros. L’eros richiede la presenza fisica dell’insegnante e loro progettano “insegnanti digitali”, richiede la stabilità della relazione e loro progettano la precarizzazione di tutti i docenti, richiede amore per la disciplina insegnata e loro progettano un organico funzionale come tappabuchi, richiede un valore fondante della scuola e loro progettano la sua svalutazione in favore dell’azienda. Allora comprendiamo: i politici riferiscono a mo’ di slogan quanto orecchiato del libro di Massimo Recalcati L’ora di lezione, senza che esso trovi spazio nelle loro “riforme”. A questo punto torniamo a Matteo l’evangelista (7, 15): “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci”. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Donata Miniati e Emanuele Rainone. Continua a leggere


