
L’attrattiva della socializzazione virtuale segue gli schemi del marketing. Il gioco carnevalesco della finzione è inevitabile. L’altro destinato alla manipolazione perde il riconoscimento della sua identità per diventare desiderio di consumo. Truffe, maschere, superficialità divertimento inganni etc. sono considerati offensivi alla libertà dell’individuo. È una guerra continua e silenziosa il mercato che giorno dopo giorno cerca di neutralizzare il cogito ergo sum cartesiano in quanto potenzialmente pericoloso e ribelle; deve essere, quindi, sempre più emarginato. Un inferno di paradiso. Continua a leggere
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Lo stato dell’arte. Mauro Macario
L’arte nella nostra epoca necrofora ha avuto un arresto onirico e il suo cervello è fortemente compromesso. Nessuno le augura di morire ma neanche di sopravvivere come un vegetale che
non riconosce nessuno e nessuno la riconosce. C’è stato un tempo segnato dall’arte solitaria, individualistica, solipsistica, ma anche civile ed epica, volta al sociale.
Ora quel raggio planetario si è spento.
Un foglio per scrivere, una tela per dipingere, un marmo per scolpire, una tastiera per comporre sembrano ora quelle sculture funerarie che adornano le tombe. L’artista che è solo non può nulla, è destinato ad essere un perdente, affonda in un abisso. La civiltà tecnologica, figlia del capitalismo selvaggio, affetta da una bulimia insaziabile e omicida nei riguardi della cultura umanistica, banchetta a ciclo continuo, disinvolta e incontrastata, cibandosi degli ultimi residui resistenziali di questa visione globale che aveva cuore e sangue, aneliti e speranze, sogni e utopie. Continua a leggere
