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Ma le donne esistono ancora

Nel Regno Unito si discute se la donna possa avere il pene e Michela Marzano riprende e rilancia su “La Repubblica”, sostenendo che “non è il sesso a fare la donna“. E’ una nuova tappa della discussione sul genere, che dai Paesi anglosassoni alcune e alcuni ripropongono in Italia. Propongo una risposta,  la cui tesi di fondo condivido, all’articolo di Marzano. L’ha scritta Marina Terragni (per Women’s Declaration International e per Rete per l’Inviolabilità del Corpo Femminile) e me l’ha segnalata l’amica Raffaella Molena, che così commenta: “Il genere è una vera e propria ideologia che mette sotto accusa (per eliminarlo) il femminismo radicale che si è sempre battuto per una espressione libera della differenza sessuale (sia maschile che femminile). La storia dell’Inghilterra è illuminante perché dopo aver adottato ogni norma e legge per il trionfo del genere neutro, oggi sta tornando indietro avendo toccato con mano gli effetti deleteri che ha provocato”.

Ma le donne esistono ancora
di Marina Terragni

Che cos’è una donna? È quella che ci ha messi al mondo, tutte e tutti. Su questo non può esserci alcun dubbio. Il che non significa affatto che una è donna solo se mette al mondo dei figli. Continua a leggere

Vivalascuola. La modernizzazione cieca

Può la scuola essere ristrutturata solo secondo esigenze di cassa e in dispregio delle esigenze di istruzione e formazione? Può essere trattata come un’azienda che produce beni di consumo? Può esserne incentivata la privatizzazione per aumentarne il prodotto? Il sapere è una merce? Il preside è un manager? L’allievo è un cliente che obbedisce alla legge della domanda e dell’offerta?

Alcune buone ragioni per resistere al cambiamento
di Alessandro Cartoni

Come parlare di quello che sta accadendo? Non mi riferisco all’organizzazione scolastica, né alla professionalità dell’insegnante, né ai ritmi di lavoro, né alla riduzione delle risorse o alla riduzione della qualità del sapere, tutte cose importanti e sacrosante Continua a leggere

Quando l’azienda è la vita (rileggendo “Stupore e tremori” di Amélie Nothomb)

di Alessandro Cartoni

Questo piccolo romanzo di Amélie Nothomb del 2000 oltre che essere un capolavoro di grazia crudele, utile quindi ad orientarsi in tempi terrificanti come i nostri, ha l’indubbio pregio di non essere rivolto a nessuno in particolare. Ed è appunto questa sua natura aperta e universale a renderlo un prezioso strumento di pedagogia negativa. Continua a leggere