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Miklós Radnóti

a cura di Giorgio Stella

di Anna De Simone

Miklós Radnóti

(1909-1944)

Un taccuino trovato nella tasca di un impermeabile una fossa comune, ad Abda, in Ungheria, vicino al confine austriaco, nel 1946, consenti di restituire un nome ai poveri resti di chi quell’impermeabile lo aveva indossato: il poeta ungherese Miklós Radnóti, nato a Budapest il 5 maggio del 1909, finito con un colpo di pistola alla nuca il 9 novembre del 1944. Con l’unica arma di una matita e di quel quadernetto – il Taccuino di Bor -, Radnóti aveva sconfitto la paura, la notte, la morte. In quel block-notes erano contenuti il suo testamento e i versi che lo avevano aiutato a sopravvivere. Continua a leggere

Miklòs Radnoti

di Giorgio Stella

19 aprile 1931

Ieri hanno sequestrato il mio nuovo libro,
ora sto seduto solo, con le dita
intrecciate attorno alle caviglie, oggi
con superstizione ho scavato sotto la soglia
una farfalla rossa, e lentamente m’addormento.

Mi ricordo! una volta una madre diciassettenne
priva di latte, la donna del mio amico,
si era assopita così stanca sopra la sua bimba di venti giorni
sognando camicine infantili
e scarpe nuove per il marito! e
si svegliò allegra come all’alba
nelle battaglie favolose i guerrieri al suono della tromba!

Mi sveglierò anch’io! sulla treccia
d’oro della mia amata urlerà la luce del sole
oscillando, la mia ombra crescerà fino al cielo
e con i miei ventidue anni sfrontati stanotte
per cena mangerò tre stelle!