di Anna De Simone
Miklós Radnóti
(1909-1944)
Un taccuino trovato nella tasca di un impermeabile una fossa comune, ad Abda, in Ungheria, vicino al confine austriaco, nel 1946, consenti di restituire un nome ai poveri resti di chi quell’impermeabile lo aveva indossato: il poeta ungherese Miklós Radnóti, nato a Budapest il 5 maggio del 1909, finito con un colpo di pistola alla nuca il 9 novembre del 1944. Con l’unica arma di una matita e di quel quadernetto – il Taccuino di Bor -, Radnóti aveva sconfitto la paura, la notte, la morte. In quel block-notes erano contenuti il suo testamento e i versi che lo avevano aiutato a sopravvivere. Continua a leggere


