Premetto di non dilungarmi molto, spiegare qualcosa che meglio si esprime nel suo esperirsi è un esercizio che sento ridondante, come una eco logora, e non credo nell’efficacia dei toni didascalici o nelle appropriazioni, bisognerebbe perdersi prima nei meandri del testo. Quindi un po’ per personale fatica nelle ripetizioni, nei giochi di ruolo e verso le autorità, un po’ perché vi è un senso di unità con la cui sostanza si è sincroni, come con un segreto d’estasi, un po’ per reticenza, non vorrei tediare qualcuno con quello che diverrebbe un parlarsi addosso e un perdersi di spezzettamenti. Lo diceva, in un altro modo, bene Bene. Non so, credo nella partecipazione attiva del lettore, domando un processo di democratizzazione della scrittura, non la sua resa aristocratica. Chiedo venia. Continua a leggere
Lo stato dell’arte. Mirko Boncaldo
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