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Si vis pacem, para pacem. Mercanti d’armi e finanzieri

Il 26 aprile è nata un’alleanza di 40 Paesi per dare armi pesanti all’Ucraina nella prospettiva di una guerra lunga anni se non decenni. E un tavolo permanente per la guerra anziché un tavolo permanente per la pace. Al contempo nessun sostegno per la missione di pace del Presidente dell’Onu Guterres. L’interesse generale è concentrato sulle armi, e ci mancherebbe non fosse così, visto che dall’inizio della guerra in Ucraina i profitti di produttori d’armi e finanzieri sono lievitati. C’è da domandarsi se questi profitti siano una conseguenza imprevista della guerra o la causa scatenante. La risposta è semplice, essendo noti gli intrecci fra la politica e la lobby delle armi. Secondo uno studio del 2018 del Project on Government Oversight 380 ex ufficiali militari e funzionari del Dipartimento della Difesa sono dirigenti, membri del consiglio di amministrazione, consulenti di società della Difesa o lobbisti essi stessi. Un caso per tutti: Lloyd Austin, ex generale e segretario della Difesa degli Stati Uniti e ispiratore dell’alleanza dei 40, è consigliere della società di consulenza aziendale WestExec Advisors, che lavora in particolare con l’industria delle armi; è nel fondo di investimento di Pine Island Capital Partners e siede nel consiglio di amministrazione di Raytheon. Siccome siamo in pochi ad avere queste notizie, spero non abbiano a saperle Biden, Johnson, Scholz, Macron e Draghi, che mandano armi pensando di operare per la pace e potrebbero restarci male. Continua a leggere

Si vis pacem, para pacem. La guerra è una modalità di relazione

“Nella sua essenza profonda, la guerra è una modalità relazionale, tra persone, tra enti, tra stati”. Così dice la mia amica Raffaella Molena. Se è così, come ritengo, la guerra dipende da una relazione in cui due o più sono coinvolti. Non capisco allora perché il partito della guerra egemone nei media gridi allo scandalo a quanto ormai molti dicono: l’invasione russa dell’Ucraina è da condannare; contemporaneamente c’è da domandarsi cosa ha portato all’invasione. Quando gli storici del futuro scriveranno la storia della guerra del 2022 in Ucraina non potranno che indicarne le cause in fattori che emergono da documenti che indico di seguito. Questi documenti dicono che la Nato ha la sua responsabilità e da trent’anni lo ripetono gli stessi politici statunitensi in dichiarazioni pubbliche. Da questa presa d’atto non dovrebbe scaturire la giustificazione della guerra, ma indicazioni su quale dovrebbe essere il lavoro della diplomazia per costruire la pace. Continua a leggere