Padre nostro,
che sei nei cieli
ma nel vento anche
e nella pioggia, che sei il sole,
madre di ogni cosa,
santificàti siano i molti nomi
che gli uomini ti danno.
Venga il tuo regno.
L’attesa sarà forgia
d’una stirpe diversa
d’uomini. Migliore.
Sia fatta la tua volontà
nel cielo e sulla terra.
Desiderio, speranza,
perché tu, se mai lo fosti,
creato il mondo, non sei onnipotente,
altrimenti libertà non sarebbe.
Dacci oggi il pane nostro quotidiano.
Quanto giusto che ognuno
ne avesse! Per nutrirsi, non oltre.
Anche questo è un auspicio
che affina il fare nei giorni.
Rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai debitori:
se perdonàti, a tua immagine,
ci tocca perdonare.
In quanto creature,
per natura imperfette,
cadiamo, ci alziamo,
di nuovo cadiamo,
e serve una mano che aiuti.
SapendoTi fragile,
che possiamo lottare il male:
insieme a te contro la forza
che in ogni dove impera
con il volto demoniaco del potere
e la tronfia apparenza del denaro.
Grazie, dunque, per tutto ciò che è stato.
E così sia per tutto quello
che dovesse accadere.


