La cultura italiana del secondo Novecento in TV (Interzona)
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di Nicola Vacca
«In un’opera come quella di Tommaso Landolfi la prima regola del gioco che si stabilisce tra autore e lettore è che presto o tardi ci si deve aspettare una sorpresa; e questa sorpresa non sarà mai gradevole o consolante, ma avrà l’effetto, nel più blando dei casi, d’un’ unghia che stride contro un vetro, o d’una carezza contropelo, o d’un’associazione d’idee che si vorrebbe scacciare subito dalla mente»,
Così Italo Calvino scrive di Tommaso Landolfi e non sbaglia una parola.
Tra i nostri più grandi scrittori del secondo Novecento, oggi poco letto e molto dimenticato, se non fosse per Adelphi che ha deciso di pubblicare le sue opere in prosa e in versi.