Archivi tag: Paolo Buchignani

Paolo Buchignani, “La spilla d’oro. Memorie da un secolo sterminato”

Paolo Buchignani, La spilla d’oro. Memorie da un secolo sterminato, Arcadia Edizioni, Roma, 2024, euro 18


di Fabiano D’Arrigo

.

Dopo “L’orma dei passi perduti” (ed. Tralerighe libri, 2021), Paolo Buchignani continua a scrivere opere narrative e dona al pubblico dei lettori un portentoso romanzo storico: “La spilla d’oro. Memorie da un secolo sterminato” (ed. Arcadia, 2024).

A differenza dei grandi romanzi storici ottocenteschi, il cui narratore esterno ed onnisciente ricostruiva accuratamente un ambiente con gli usi, i costumi e la mentalità, Buchignani si affida ad un narratore che è pure il protagonista della vicenda narrata e ricostruisce una storia, quella del Novecento che parte dal 1911 e sfora fino al 2022, mescolando ed intrecciando memorie, vicende personali reali e verosimili, eventi veramente accaduti e documentati.

La ricostruzione storica dell’ambiente, in particolare di quello lucchese: della città di Lucca e delle campagne dell’Oltreserchio dove si trova Santa Maria dei Colli, non impedisce alla narrazione, come è giusto che sia, il dipanarsi di fatti fantastico-verosimili, né talvolta il trasformarsi in un lirismo narrativo che ricorda la pregevole scrittura tobiniana.

Continua a leggere

PAOLO BUCHIGNANI, “L’ORMA DEI PASSI PERDUTI”

PAOLO BUCHIGNANI, L’ORMA DEI PASSI PERDUTI, TRALERIGHE LIBRI, LUCCA, 2021, EURO 16

di Fabiano D’Arrigo

A Lucca dalla casa editrice Tralerighe libri è stato pubblicato il volume “L’orma dei passi perduti” di Paolo Buchignani, che raccoglie in una silloge i racconti “L’orma dei passi perduti”, “L’orma d’Orlando” e il romanzo corale “Santa Maria dei Colli”.

Ai più il prof. Buchignani è noto per le sue opere saggistiche, dedicate prevalentemente ai totalitarismi novecenteschi, dove espone argomentate tesi che stimolano la ragione e inducono alla discussione, una discussione aliena dal “politicamente corretto” e un poco contro-corrente.

La ricerca storica, per il Nostro, non è mera erudizione acquisibile dalla consultazione di “carte polverose”, ma “una realtà viva e concreta, grondante lacrime e sangue” in grado d’incidere “a fondo sulla vita delle persone, sui destini individuali e collettivi”; talvolta, forse, anche in grado di allontanare dalla “grigia monotonia del presente”. Essa, comunque, difficilmente scava nell’animo delle persone mostrandone i sentimenti reconditi e mai diventa epifania del mistero della vita, mistero che può essere ricercato, “in solitudine”, in luoghi romiti e impervi rivelatori dell’arcano.

Continua a leggere