[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=SNc8spdFZ5E]
da qui
Ieri, poco prima della messa, un uomo e una donna vengono a chiedere la sala per un compleanno da festeggiare il pomeriggio. In quei pochi minuti cerco una tregua per prepararmi alla celebrazione. Chi si occupa della sala ha un tumore, spiego loro, ed è stato appena operato, per cui il servizio è sospeso. Niente da fare: hanno già chiesto in ufficio, e non possono più recarsi altrove. Gli fornisco il numero di un eventuale sostituto del malato, ma anche questi non può occuparsi della cosa perché sta partendo con tutta la famiglia per la gita della domenica mattina. Il sostituto invia i due alla consacrata, che ci litiga e si precipita da me. Non è possibile, mi dico. In quel momento mi viene in mente la parabola del padre ferito e deluso che all’arrivo del figlio ha il coraggio di gridare: “Facciamo festa! Questo mio figlio era perduto ed è stato ritrovato”. Come prendersela coi due che vogliono solo festeggiare, come il padre, che poi sarebbe Dio? Il vangelo ti frega sempre, te lo trovi davanti quando meno te l’aspetti.